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domenica 3 febbraio 2019

Massimo Moretuzzo ( Patto per l’Autonomia) : si a nuovi cantieri per la salvaguardia e valorizzazione del territorio, no grandi opere insostenibili per ambiente e paesaggio.


Il segretario del Patto per l’Autonomia e consigliere regionale ha diffuso oggi una lettera aperta intervenendo nel dibattito sullo sblocco dei cantieri: certamente è necessario investire, ma cominciando con il mettere i Comuni nelle condizioni di avviare i cantieri già previsti e facendo lavorare le imprese locali.





Nelle ultime settimane si sta sviluppando un dibattito importante in merito allo sblocco
dei cantieri e all’opportunità di finanziare investimenti pubblici che potrebbero creare
migliaia di posti di lavoro e avere una funzione anticiclica in vista di una fase economica che si preannuncia particolarmente difficile.
Questo appello ha un valore particolarmente significativo nella nostra regione, dove gli investimenti pubblici sono precipitati nell’ultimo decennio in modo drammatico.
La scure sulle politiche di investimento è diretta conseguenza dei tagli che il bilancio del Friuli-Venezia Giulia ha subito in seguito alle imposizioni e ai patti finanziari sottoscritti con lo Stato, che dal 2011 al 2017 sono costati almeno 7 miliardi di euro.
Il risultato è che
negli “anni orribili” 2008/2016, c’è stato un calo diffuso della nostra economia, che ha
colpito in particolare la provincia di Udine con un calo del 17,3%.

La necessità di un piano straordinario di investimenti è quindi un dato oggettivo, se
riteniamo che il nostro territorio non possa sopportare un’ulteriore ondata di crisi, di chiusure di aziende, di diminuzione di posti di lavoro.
È indispensabile però porci delle domande: di quale tipo di opere c’è bisogno? Quali cantieri dobbiamo avviare? Come destinare le poche risorse disponibili per dare un segnale immediato?

Non credo che per il Friuli-Venezia Giulia la risposta stia in progetti faraonici, in poche
opere costosissime che necessitano di decenni per essere cantierate, che vengono solitamente gestite da imprese che arrivano da fuori e lasciano alla nostra economia solo le briciole, e hanno spesso un impatto ambientale e paesaggistico insostenibile.

venerdì 11 gennaio 2019

Patto per l'Autonomia. Uno sconto di 142 milioni di euro dallo Stato al Friuli Venezia Giulia? Fedriga mistifica la realtà: rapina era e rapina resta.


Una nota del consigliere regionale Massimo Moretuzzo  (Patto per l'Autonomia) spiega come non sia stata mantenuta la promessa elettorale di Fedriga sulla rinegoziazione del patto Tondo - Serracchiani ma anche che il blocco degli accantonamenti ( che andrebbero tutti restituiti dallo Stato alla Regione visto che il federalismo fiscale non si è fatto) in realtà sono stati sospesi mesi fa. La convocazione di una commissione d'inchiesta è necessaria per verificare le affermazioni di Fedriga.   

Comunicato stampa 11 gennaio 2019.
BASTA GIOCARE CON I NUMERI!
LA RAPINA AI DANNI DEL FRIULI-V.G. E’ STATA CONFERMATA E FEDRIGA LA DEFINISCE UN SUCCESSO.
Moretuzzo: “Si convochi una commissione d’inchiesta per coinvolgere il Consiglio e verificare quanto affermato dal Presidente.
Ne va del futuro della Specialità regionale.”

I numeri scritti nero su bianco parlavano e parlano chiaro: il Friuli-Venezia Giulia non ha rinegoziato un bel nulla rispetto a quanto previsto dagli accordi fatti da Tondo e Serracchiani e dovrà versare allo Stato 2,4 miliardi di euro nei prossimi tre anni.Altre Regioni sono state più “persuasive” di noi: la Sicilia ha ottenuto uno sconto di 900 milioni di euro per il prossimo triennio, con il risultato che questi accordi costeranno 200 euro all’anno a un cittadino della Sicilia contro i 700 euro dovuti da ogni cittadino del Friuli-V.G.

Il Patto per l’Autonomia ha denunciato l’ennesima conferma della rapina in atto nei confronti della nostra Regione già nella conferenza stampa tenutasi il 3 gennaio scorso, a quattro giorni di distanza dall’approvazione della legge di stabilità statale.
Oggi si legge che il Presidente Fedriga sostiene di essere riuscito a ottenere dal Governo uno sconto per il 2019 di 142 milioni di euro perché, a suo dire, si è riusciti a “bloccare il rinnovo delle varie misure Monti, Renzi e Gentiloni”.
Questa è una mistificazione colossale!
Il blocco di queste compartecipazioni era già previsto in precedenza, tant’è che è stato riportato come previsione nel DEFR di dicembre 2017 e poi ribadito nel documento approvato a luglio 2018 in Consiglio regionale
laddove si dice che “dal 2019 cesseranno gli accantonamenti delle quote di compartecipazione, statutariamente spettanti alla Regione e strumentali al risanamento della finanza pubblica, previsti, rispettivamente, dall’art.1, comma 526, della L. 147/2013 (Legge di stabilità 2014), come modificato dall’art.46, comma 3 D.L. 66/2014 e dall’art.1, comma 400, L. 190/2014 (Legge di stabilità 2015), per un importo complessivo annuo valutabile in 142 milioni di euro”.