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mercoledì 28 dicembre 2016

Comitati per il NO nel referendum costituzionale e contro l'Italicum: l'attività prosegue, già creato un gruppo di lavoro per una proposta di legge elettorale



I direttivi dei Comitati per il No nel referendum costituzionale e contro l'Italicum si sono riuniti e hanno confermato che il movimento intende proseguire l'attività. E' stato creato un gruppo di lavoro per una proposta "costituzionale" di legge elettorale. E ancora: vigilanza sul rispetto del voto referendario, impegno sui referendum "lavoro", mantenimento e sviluppo dello spazio di elaborazione democratica costruito dai 750 comitati territoriali con lo scopo di ampliare la partecipazione dei cittadini.

 

Pubblichiamo alcuni stralci del documento del 15 dicembre scorso, inviato ai Comitati da Alfiero Grandi e Domenico Gallo. Il testo integrale è qui


Un commento sul voto: "L'affluenza al voto del 4 dicembre è un fatto politico di grande forza che inverte la tendenza all'astensione e che conferma che elettrici ed elettori hanno ben compreso la posta in gioco e hanno deciso di partecipare al voto bocciando le modifiche costituzionali del governo. Ha votato il 70% degli aventi diritto, in controtendenza con le recenti consultazioni, confermando che gli elettori quando sanno di poter contribuire a decidere partecipano e votano. 
Per di più questo conferma che la Costituzione non è affatto lontana dall'attenzione dei cittadini, che invece si sono dimostrati ben consapevoli della sua importanza a garanzia della convivenza civile nel nostro paese, della qualità della nostra democrazia, dell'attuazione effettiva di diritti fondamentali (lavoro, salute, istruzione, ecc.) in essa ben descritti e per la cui attuazione occorrono assetti istituzionali e modalità decisionali coerenti con gli obiettivi."

Non si può far credere che la vittoria del No al referendum sia esclusività dei partiti: "E' tuttora in atto un tentativo mediatico strumentale, presente durante tutta la campagna elettorale, di ignorare i Comitati di cittadini, di schiacciare il No sui partiti, perfino quando la loro presenza è stata irrilevante o tardiva nella campagna referendaria.