Si parla ( e si straparla) di accoglienza diffusa e all'improvviso, con una spesa preventivata di 40 milioni di euro, il ministro Alfano si organizza per recuperare vecchie caserme, depositi militari, strutture abbandonate delle Forze Armate e organizzare così l'accoglienza profughi. Di queste strutture, secondo le notizie che rimbalzano su ogni testata on line, 10 o addirittura 14 ( sui numeri ognuno scrive quel che gli pare) si troverebbero in Friuli Venezia Giulia. Urgenti spiegazioni e chiarimenti.
di Martina Luciani
Son mica poche 14 caserme, e anche 10 non è male, anche si trattasse di altro e più piccolo tipo di edificio militare dismesso, da ristrutturare per farne centri di accoglienza. Non si discute sulle necessità impellenti: il Meridione italiano è travolto dal problema accoglienza migranti e la situazione va alleggerita immediatamente. Ma orientare la soluzione del problema solo sul meccanismo delle grandi concentrazioni di persone è insano, in tutti i sensi, pericoloso, difficile da gestire ( prima, dopo e durante, con o senza cooperative), onerosissimo sotto molteplici profili per le comunità di mala voglia ospitanti.
Non sono riuscita a trovare l'elenco delle strutture individuate dal Ministero nella nostra Regione, ma parebbe chiaro che a settembre, tra Ministero dell'Interno e Anci, verrà concluso un accordo per la sistemazione di 150 mila migranti e l'adesione dei Comuni allo Sprar ( che teoricamente è un meccanismo di protezione successivo al riconoscimento dello statud di rifugiato).
E con l'ampia scelta di edifici delle Forze Armate dismessi a Gorizia ( titolare di commissione territoriale) e provincia, credo avremo modo di partecipare a infuocate discussioni.