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martedì 7 luglio 2015

Sindaco e Assessori, bisogna attrezzarsi per gestire con competenza le problematiche delle installazioni produttive nel comune. Partecipazione dei cittadini inclusa



Lo ha chiesto con una interrogazione a risposta scritta il consigliere comunale di Italia dei Valori Stefano Abrami, durante il Consiglio comunale  del 6 luglio. Con riferimento all’aperta conflittualità apertasi tra cittadinanza e pubbliche amministrazioni sulla questione della centrale a biomasse in città e dell'ennesima antenna della telefonia mobile a Sant’Anna, Abrami  evidenzia la necessità di nuovi strumenti  tecnici e politici per definire adeguata regolamentazione. Ma soprattutto insiste sull’urgenza di attuare efficaci tutele della popolazione nell’ambito della pianificazione territoriale:  ed il primo passo è formalizzare protocolli di confronto e  partecipazione dei  portatori di interesse rispetto iniziative con rilevanti impatti su salute delle persone, ambiente e contesto urbano.
Il testo dell'interrogazione.



Al Sindaco di Gorizia Ettore Romoli  
Agli Assessori competenti
I recenti avvenimenti in tema di installazioni produttive ad inequivocabile impatto nocivo sulla popolazione residente sul territorio comunale (antenna in parco Marvin e centrale a biomasse in via Trieste) hanno messo in luce
• la difficoltà formale di sintetizzare in modo efficace in delibere o regolamenti quella che risulta essere la volontà espressa dall’organo rappresentativo;
• la necessità, non più procrastinabile, di supportare gli organi tecnici e politici chiamati alla valutazione delle richieste ed alla decisione sulle autorizzazioni, con consulenti di adeguata esperienza nei singoli campi;

giovedì 21 maggio 2015

Gorizia, 23 maggio. IDV: CasaPound celebrando la guerra infrange la legge e sfregia le memorie e i valori della nostra città.



Stefano Abrami,  referente provinciale di Italia dei Valori e consigliere comunale a Gorizia: qui la storia ha lasciato ferite profonde, più che mai nel periodo buio tra le due guerre mondiali, proprio quello che, assieme al primo conflitto mondiale, CasaPound intende celebrare. La nota di Abrami.



Non sono soltanto i timori sulla questione sicurezza a farci dire no alla manifestazione di Casapound.
Ci sono soprattutto chiari motivi di illiceità e di sfregio ai valori e ai sentimenti di una città in cui la guerra si è combattuta davvero. Qui la storia ha lasciato ferite più profonde che altrove, prima, durante e dopo i conflitti, e più che mai nel periodo buio tra le due guerre mondiali, proprio quello che, assieme al conflitto stesso, Casapound intende celebrare.
Se Gorizia è una "città simbolo" lo è per il sangue che i suoi cittadini (italiani, sloveni, friulani ed ebrei) hanno versato, e per il percorso di pacificazione e convivenza, tuttora in cammino, che le sue molteplici anime hanno saputo e voluto realizzare. Non vogliamo che la città sia insultata su questo sacrificio, e strumentalizzata da chi questa storia evidentemente non conosce e non è in grado di comprendere.
Tutti hanno il diritto di manifestare, lo ribadiamo con estrema chiarezza; ma con altrettanta chiarezza ricordiamo che celebrare la guerra è vietato dalla Legge ed è contrario al dettato costituzionale. La cosa grave è che siano i cittadini a doverlo evidenziare, mentre le istituzioni fingono di non vedere, con il sindaco che ostenta tranquillità e nasconde la testa sotto la sabbia.