Il Comune di Gorizia, il 12 giugno 2019 ha assegnato,a trattativa diretta, all’Istituto di Sociologia Internazionale di Gorizia (ISIG),la redazione di uno “Studio socio-economico territoriale propedeutico alla revisione dello strumento urbanistico generale in un’ottica di sviluppo strategico della città di Gorizia”, stabilendo il termine del 30 giugno per la presentazione dell’offerta. Per lo svolgimento dell’incarico sono previsti 255 giorni, suddivisi in tre fasi: sicuramente non avremo i “risultati attesi” prima della fine di luglio 2020. Considerato che il mandato dell'attuale sindaco scadrà nel 2022, e che realizzare un PRGC in meno di tre anni è impresa da supereroi, è ragionevole concludere che questa amministrazione non ce la farà.
di Sergio Pratali Maffei
Visto che da parte del sindaco Ziberna si ripetono quasi quotidianamente roboanti dichiarazioni relative alla imminente revisione del Piano Regolatore Generale Comunale (o al suo rinnovo, non è dato sapere), cerchiamo di fare un po’ di chiarezza, il più possibile oggettiva, degli atti ufficiali che riguardano questo tema.
Anche perché, altrettanto quotidianamente, sindaco e giunta
demandano tutti gli altri atti relativi al governo della città, attesi da anni,
come piano del traffico o di zonizzazione acustica, all’approvazione dello
stesso nuovo PRGC.
Dunque il piano vigente, come noto, risale al 2001 e si
fonda su analisi e studi condotti tra il 1996 e il 1997. Risale, in altre
parole, a un’altra epoca, e su questa considerazione pare che tutti concordino,
senza eccezioni.
C’è però un documento, precedente a tale piano, che vale la
pena di richiamare in quanto definisce le regole alle quali si deve attenere il
principale organo di gestione amministrativa della nostra comunità, ovvero lo
Statuto Comunale.
In tale documento, che risale al 1996, si trovano, al titolo
VII, le norme che regolano gli “Istituti di partecipazione popolare”, che non
ci risulta siano mai state applicate (per oltre due decenni) nonostante le ripetute
dichiarazioni di disponibilità da parte di Sindaci e Assessori, rimaste però senza
alcun seguito.
Basti pensare, in tal senso, alla recente vicenda delle
petizioni popolari su industrie insalubri e adozione piano zonizzazione
acustica, e alla mancata (prima), tardiva e sbrigativa (dopo) discussione in
Consiglio Comunale.
Ma torniamo al PRGC, o meglio alla volontà di rivederlo
espressa dal Sindaco Ziberna.
Nel luglio del 2016 (Sindaco Romoli) viene redatto un
documento, a firma dell’allora Assessore Pettarin, che definisce le “direttive
per una variante strutturale e ricognitiva”, peraltro molto sintetica e
generica, delle quali richiamiamo due passaggi.
Il primo è la considerazione che “per migliorare la vivibilità di Gorizia è dunque fondamentale per gli amministratori stessi aggiornare il proprio bagaglio d’idee e di strumenti per rispondere ai nuovi e diversi bisogni”.
È anche per questa ragione che abbiamo ritenuto opportuno avviare un percorso, denominato Gorizia 2.0, di conoscenza condivisa invitando a Gorizia alcuni tra i maggiori esperti, nei settori della pianificazione e dell’urbanistica, che operano nella nostra regione.
Il secondo punto riguarda due spunti (sui tre presenti) “utili ad una riflessione orientata all’azione progettuale”, ovvero il “recupero della propria identità” e la “partecipazione dei cittadini alle visioni del futuro della città ed alle scelte di attuazione del Piano”. Spunti certamente condivisibili anche se ancora troppo generici per risultare ineludibili e determinanti.
Dopo 4 mesi (quattro), l’8 novembre 2016, a pochi mesi dalla
fine del mandato, il documento approda in Consiglio Comunale per l’approvazione
(29 favorevoli, 1 contrario e 6 astenuti).

