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venerdì 19 giugno 2015

Immigrazione: dal Parco della Cinque Terre un segnale di civiltà. La protezione del mare non riguarda solo l'ambiente ma anche le persone.

La presidenza del Parco nazionale delle Cinque Terre annuncia di non voler partecipare alla Conferenza della Rete delle Aree Marine Protette del Mediterraneo che si terrà a Marsiglia: "dovremmo attraversare quel confine di Ventimiglia dove sono fermati le centinaia di cittadini africani abbandonati alla disperazione sugli scogli."

 di Martina Luciani

E' una presa di posizione, quella che giunge dal Parco ligure, che dimostra come sulla questione dei diritti umani dei richiedenti asilo e dei profughi si possa esprimere una testimonianza che rende misurabile e leggibile il coinvolgimento di tutta la società civile, inclusi i portatori degli interessi e delle problematiche dell'ambiente, nella questione dei flussi migratori e della crisi epocale in cui gli Stati si stanno ficcando pervicamente. Dov'è finito il Mediterraneo che ha consentito per millenni l'osmosi di civilà e culture?
Il presidente del Parco nazionale delle Cinque Terre ha comunicato che il suo ente non parteciperà al Medpan del 23 e 24 giugno, a Marsiglia. " La nostra strada per il Convegno - ha scritto Vittorio Alessandro - attraverserebbe Ventimiglia, dove cittadini africani che vorrebbero raggiungere la Francia o altri Paesi del nord (uomini, donne e bambini che giungono proprio da quel Mediterraneo di cui discuterà la Conferenza), fermati al confine in territorio italiano, sono ora costretti a grandissimi disagi.