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Presentazione, a Palazzo Coronini, il 9 settembre, di un dipinto inedito di Giuseppe Tominz, in esposizione fino al 4 ottobre nell'ambito
della mostra
attualmente in corso: il ritratto è quello di Carlo Francesco Dubbane, nato a Trieste nel 1808. Mamma e papà si erano trasferiti qualche anno prima, dalla Siria. Ovvero, immigrati.
di Martina Luciani
Era dunque figlio di immigrati, Carlo Francesco Dubbane: il ritratto inedito che un collezionista privato ha imprestato alla mostra di Palazzo Coronini Cronberg "Dalla penna d'oca alla macchina da scrivere. Guglielmo Coronini e la bella scrittura", rivela una coincidenza particolarmente significativa, utile per considerare da un altro punto di vista - e con rinnovata memoria alla storica attitudine e abitudine interculturale delle nostre terre - il conflittuale approccio ai flussi di profughi nella realtà locale.
Il comunicato stampa in cui si annuncia la presentazione del dipinto, il 9 settembre, nell'ambito di una serata (su prenotazione) che coinvolgerà Palazzo Coronini Cromberg e la Pinacoteca di Palazzo Attems Petzenteis e che riportiamo sotto, mi ha spinto a cercare informazioni sul bellissimo sito dedicato a Tominz del Museo Revoltella di Trieste.
Dove Dubbane è protagonista di un altro dipinto, datato 1832, di proprietà dei Musei provinciali di Gorizia e intitolato "I fidanzati (promessi)", in cui Carlo Dubbane è ritratto mentre infila l'anello di fidanzamento al dito di Lodovica Matilde Laugier, deliziosa signorina con quello sguardo vivacissimo, seppur temperato dalla tenerezza e dall'emozione del momento, che mi pare sia tipico della femminilità quanto mai dinamica delle donne triestine.
Si legge sul sito che Dubbane, giovane dai tratti medioerientali, era un ricco possidente triestino figlio di genitori trasferitisi dalla Siria nella grande città imperiale sul mare.
Il comunicato stampa:
Si arricchisce di un’opera inedita di Giuseppe Tominz, il “Ritratto di Carlo Francesco Dubbane”, proveniente da una collezione privata goriziana, la mostra “Dalla penna d’oca alla macchina da scrivere. Guglielmo Coronini e la bella scrittura” allestita a Palazzo Coronini Cronberg.