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mercoledì 3 agosto 2016

OGM. Cronaca nera o cronaca tragicomica? Come farsi prendere per i fondelli dalla Commissione europea.

Altro che TTIP! Il nemico ce l'abbiamo in casa, è infiltrato con metodi da far invidia al terrorismo internazionale. Tre varietà di semi di soia Monsanto sono stati autorizzati dalla Commissione europea. E adesso vogliamo anche le etichette sui prodotti da filiere agroalimentari che impiegano OGM!


di Martina Luciani

Da pochi giorni la Commissione europea ha autorizzato tre varietà di semi di soia geneticamente modificati. Sono prodotti dalla Monsanto ( che coincidenza!) e sono stati giudicati favorevolmente dall'EFSA, l'agenzia per la sicurezza alimentare europea dove il meccanismo delle "porte girevoli" verso le multinazionali produce incessantri correnti d'aria.
La Commissione, in un comunicato di sei righe, ha detto che è intervenuta là dove gli altri organismi europei avevano lasciato le cose in sospeso. Certo, è suo compito farlo: lo fa mentre noi ci concentriamo sui pericoli di TTIP e affini spauracchi, e non facciamo caso a quel che succede in casa, che siamo tranquilli, vero?, abbiamo i nostri eletti che vigilano con precauzione e animo integerrimo sul bene e la salute delle genti europee.
Trovo vergognoso e di un'ipocrisia illimitata la precisazione della Commissione: le varietà in questione sono autorizzate per l'alimentazione umana e animale ( che è la stessa cosa, se mangi carne proveniente da allevamenti che usano soia OGM o anche solo parmigiano reggiano sulla pastasciutta, visto che nei protocolli dell'italico formaggio ci sta l'uso di soia OGM) e non per la coltivazione. Così non ce l'avremo nel campo ma basta comperarla dagli americani. Ulteriore rassicurazione della Commissione: " tutti i prodotti derivati ​​da tali organismi geneticamente modificati saranno soggetti a severe norme di etichettatura e di tracciabilità dell'UE". Intanto il business è licenziato con tutti i crismi, e per i prossimi dieci anni.
Fa parte dell'EFSA, che ha sede a Parma, il dottor Giuseppe Ruocco, alto funzionario del Ministero della Salute ( uno dei tre ministeri, insieme ad Ambiente ed Agricoltura, che hanno prodotto e riconfermato il famoso decreto che vieta in Italia la coltivazione di OGM) . In una audizione dell'anno scorso ( faticosissimo rintracciare la data, visto che la prassi di archiviazione dei documenti on line trascura completamente questo elemento) Ruocco descrisse la situazione grosso modo cosi': i consumatori ( " preoccupati dell’impatto sulla salute e sull’ambiente, nonché della perdita del patrimonio agroalimentare nazionale") sempre più si orientano nel senso di OGM free ma la zootecnia italiana scarseggia di prodotti per l'alimentazione degli animali, dobbiamo quindi importare da paesi che coltivano OGM, USA in primis.
Se questa è la soluzione, vogliamo che anche su carne, uova e latticini sia indicato se provengano da filiere produttive che contengono OGM. Cioè bistecca OGM , parmigiano OGM, stracchino OGM, gelato OGM....e poi vediamo cosa fa il consumatore con il made in Italy OGM!

sabato 11 aprile 2015

Glifosate, diserbante Monsanto, potenzialmente cancerogeno. Lo dice l'OMS.

Quando parliamo di agricoltura biotech, ricordiamoci che caratteristica di alcuni mais OGM di Monsanto ( oltre a soia, colza etc.) è la sua resistenza al diserbante: per quanto glifosate sia irrorato per difendersi dalle infestanti,OGM non batte ciglio. Ottimo business per la multinazionale che ha creato la molecola e realizzato l’OGM che la tollera, disastro ambientale e attentato globale alla salute dell’uomo. Da leggere: “ Il veleno nel piatto” di Marie-Monique Robin.

La foto è tratta da "Sportello dei diritti".



di Martina Luciani




Manca poco e in Friuli Venezia Giulia si riparlerà di OGM, di Fidenato e Futuragra, di agricoltura biotech, di diritto alla salute.
In questa primavera, a differenza del passato, c’è un elemento nuovo che cambia drasticamente la prospettiva: non tanto degli addetti ai lavori e relativamente al mais Mon810 ( che è l'unico ammesso in UE e che non è resistente al glifosate), ma dell’opinione pubblica, del consumatore normale che tenta di arrivare alla vecchiezza passabilmente sano.
L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha dichiarato probabilmente cancerogeno per gli esseri umani il glifosate, cioè l’erbicida a cui le varietà OGM sono resistenti e che quindi viene usato in quantità immani per tenere i campi liberi dalle erbacce.
E non si tratta solo di mais OGM, ma ad esempio anche della soia, che noi importiamo in gran parte dagli USA per alimentare le nostre vacche e produrre legittimamente i nostri celebri prodotti made in Italy, come il parmigiano.
Rinnovabili.it calcola che in Italia sono commercializzati 750 prodotti a base di glifosate, destinati all’agricoltura e ( qua facciamo attenzione) al trattamento del verde urbano e al giardinaggio: il problema non sta dunque in campagna, e negli alimenti, sta sotto i nostri piedi, lungo i marciapiedi irrorati di erbicida e negli ordinati vialetti del parco dove portiamo a giocare i bambini ( e, se volete, a sgambare i cani). Il glifosato è stato rilevato non solo nel cibo, dunque, ma anche nell’aria e nell’acqua.
Monsanto è furibonda, visto che è la principale produttrice di glifosate ( nome commerciale Roundup) ed ha persino chiesto alla IARC ( Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro, che fa parte dell’OMS) di ritirare il rapporto.