Venerdì 11 novembre, alle ore 20.45, al teatro "Kulturni Dom"di Gorizia, la Compagnia teatrale del Liceo "Dante Alighieri", costituita da circa settanta studenti ed ex studenti del Polo liceale di Gorizia, presenterà nell’ambito del 26° Festival Internazionale Castello di Gorizia, “ Il ritorno di Dionysos". L'attualità della profezia sulla fusione politica e culturale tra la civiltà greca e le civiltà mediorientali.
di Rosy Tucci
Dopo il successo al Teatro Bratuz , nell’ambito della Rassegna del Teatro Giovani e il tutto esaurito al teatro Comunale G.Verdi, all’interno dell’evento Classici contro, la compagnia teatrale del "Dante Alighieri" presenterà, nell’ambito del 26° Festival Internazionale Castello di Gorizia, “ Il ritorno di Dionysos,", per la regia di Rosy Tucci, aiuto regia Cristina Rumich, musiche Angelo Portelli.
Il Progetto teatrale “Dionisio” è una delle attività più prestigiose e seguite del liceo, con una tradizione consolidata ultra ventennale e con un repertorio di allestimenti che vanno dal teatro classico a quello contemporaneo, ai recital e alle letture espressive, con partecipazioni a rassegne e a concorsi regionali, nazionali, internazionali e convegni.
Lo spettacolo è liberamente ispirato alla tragedia
"Baccanti", considerato il capolavoro di Euripide. Abbiamo letto nella
disarmante ambiguità del testo e nell’insistenza continua sul doppio, la
profetica prefigurazione di un nuovo inizio, storicamente ascrivibile all’età
ellenistica inaugurata da Alessandro, caratterizzata dalla
prolifica contaminazione tra Occidente e Oriente che condurrà alla
fusione politica e culturale tra la civiltà greca e le vicine civiltà
mediorientali, tra Occidente e Oriente, ma contestualizzabile in qualsiasi
epoca di cambiamento radicale, che spesso si accompagna alla reciproca diffidenza e alla convinzione di essere migliori,
destinata a fallire, se entrambe le
parti non siano disposte a deporre
l’orgoglio che porta a chiudersi superbamente
nelle proprie convinzioni.
Gli studenti hanno utilizzato le diverse competenze
artistiche, traducendole in una mirata
scelta di musiche e canti appartenenti prevalentemente, ma non solo, al
repertorio sacro, che sostituiscono gli stasimi originali del testo, in una
puntuale ricerca filologica di costumi( ideati da Alessia Furlanut), collegati
a coerenti e meditate scenografie(delle sorelle Ambra e Giada Bigot e Manuela
Rozza con Giulio Moretti) e coreografie(di Giorgia Fumagalli e Nicholas
Lorefice): il tutto sinergicamente intrecciato ai cinque episodi recitati.