Gli argomenti scelti da Legambiente riguardano la tutela dell'Isonzo, la mobilità sostenibile e la revisione del piano del traffico, la visione urbanistica nella prospettiva del recupero del patrimonio edilizio dismesso e del consumo di suolo a zero, la partecipazione dei cittadini anche a livello transfrontaliero e infine, ma non certo questione secondaria, l'ascensore al Castello.
1) Negli ultimi anni molto si è parlato della riqualificazione e valorizzazione del fiume Isonzo. Eppure buona parte delle sue sponde e golene sono oggetto di degrado, con abbandono continuo di rifiuti, costruzione di accampamenti, pratica di motocross, o ipotesi di costruzione di nuove dighe/centrali idroelettriche.
Intende tutelare concretamente l'Isonzo?
Andrea Picco: Le politiche ambientali sono una delle principali
forme di tutela del patrimonio comune, che è qualcosa di più che pubblico,
perchè non è cedibile. L’Isonzo è un patrimonio comune naturale, paesaggistico,
culturale; è elemento fondamentale dell’ecosistema, è riserva di biodiversità e
bellezza. Non solo vogliamo tutelarlo, dobbiamo farlo per salvaguardare il suo
ruolo ecosistemico e quello di elemento costitutivo dell’identità cittadina.
Non dimentichiamoci che Gorizia vanta giustamente un appeal che risiede
proprio nelle caratteristiche ambientali e paesaggistiche e nell’armonia che
prima di noi altri hanno saputo realizzare tra architettura urbana e componente
verde: l’Isonzo è una risorsa anche da questo punto di vista.