venerdì 2 dicembre 2016

Giornalisti schierati, Rai, giornali e referendum

Lettere strumentali, precisazioni, omissioni. 


Forse, soltanto il referendum, peraltro allora abrogativo, della legge sul divorzio che si svolse nel 1974, spaccò il Paese come sta avvenendo oggi con il referendum confermativo per la riforma costituzionale, comunemente chiamata Renzi-Boschi. Eppure, contrariamente ad allora dove le due Italie erano divise nei schieramenti laico/cattolico, oggi i sostenitori del sì e del no sono confinati in aree anomale, non chiaramente identificabili, e pertanto il prossimo referendum ha un esito  assolutamente imprevedibile.

giovedì 1 dicembre 2016

Riforma Costituzionale. Riveliamo il nome dell’assassino: la ricostruzione di Enzo Palumbo del percorso politico che ci ha trascinato alla revisione costituzionale Renzi - Boschi.



Critica Liberale ha messo un on line un corposo, ma leggibilissimo, dossier intitolato
“Una controriforma da bocciare”. Molti gli autorevoli interventi, suggeriamo di avviare la lettura partendo da quello di Enzo Palumbo, nella sezione dedicata a “ Riveliamo il nome dell’assassino”.



Enzo Palumbo, che ha svolto attività politica con il Partito liberale, è stato membro laico del Consiglio superiore della Magistratura e con l’avvento della seconda Repubblica è tornato a fare l’avvocato civilista,  segue questa pista: ma questa “deforma” costituzionale, chi l’ha realmente voluta ?“  (da pagina 45)
Uno stralcio dall'avvincente e avvilente "giallo", pagine di storia patria necessarie anche a valutazioni ulteriori rispetto la decisione di votare NO al referendum del 4 dicembre.

“ Per quel che se ne sa, la storia sembra essere cominciata il primo giugno del 2012, allorché Jamie Dimon, amministratore delegato della banca d'affari,  statunitense JP Morgan, organizza una cena a palazzo Corsini di Firenze, invitando il sindaco Matteo Renzi e l’ex primo ministro inglese Tony Blair, ormai da quattro anni consulente speciale della banca, con compenso multimilionario.
Ci sono anche altri ospiti, e quindi non c’è modo di parlare tranquillamente, cosicché i due si danno appuntamento per il giorno dopo all’Hotel St Regis, dove pranzano insieme a due renziani doc come Marco Carrai e Giuliano da Empoli, tuttora attivi nel giglio magico…(omissis)....Il 29 maggio 2013, inizia il tentativo di modificare la nostra Costituzione introducendo una singolare deroga alla procedura di revisione costituzionale prevista dall’art. 138; la Camera approva la mozione Speranza ed altri con cui si delibera di istituire una Commissione bicamerale (20 deputati e 20 senatori) incaricata di redigere entro 18 mesi, in sede referente, un progetto di revisione dei Titoli I, II, III e V della Costituzione, da trasmettere poi alle Camere per l’approvazione definitiva, e salva restando la possibilità di successivo referendum confermativo.
Il 4 giugno, a tamburo battente, Letta istituisce un comitato di 35 esperti incaricati di individuare le riforme da sottoporre a quell’inedita commissione bicamerale, e il 10 giugno viene depositato in Senato il DDL costituzionale di deroga all’art. 138, poi approvato, in prima lettura, l’11 luglio dal Senato e il 10 settembre dalla Camera, e poi ancora il 23 ottobre dal Senato in seconda lettura, per essere poi trasmesso alla Camera per la definitiva approvazione: un iter velocissimo, che fa giustizia delle critiche che siamo continuamente costretti ad ascoltare sulle presunte lungaggini del bicameralismo paritario.
Mentre il Parlamento lavora senza sosta per ottemperare ai suggerimenti di JP Morgan, il 21 ottobre Renzi vince le primarie per la segreteria del PD, e due giorni dopo, durante l’annuale riunione renziana all’ex stazione Leopolda di Firenze, afferma tra l’altro che ci vuole una legge elettorale educativa(sic !), mentre il 19 novembre l’Ambasciata USA avvisa Washington di possibili “riorganizzazioni” nelle dinamiche del Governo italiano.
E a questo punto ricompare sulla scena Tony Blair, che il 10 dicembre, in una dichiarazione a ADN Kronos, commenta entusiasticamente l’elezione di Renzi a leader del PD......."
Dal link, o attraverso la home page della Fondazione Critica Liberale, la lettura integrale del dossier, scaricabile gratuitamente.

mercoledì 30 novembre 2016

Mafia a Nord - Est. Vicinissima a ognuno di noi. Il 5 dicembre, a Gorizia con LIBERA inFormazione, alla Comunità Arcobaleno.



Lunedì 5 dicembre, a conclusione del ciclo di incontri “LIBERA inFormazione”, il Coordinamento Provinciale di "Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie", in collaborazione con la Comunità Arcobaleno onlus e il Presidio Universitario “Palmina Martinelli”, propone la presentazione del libro MAFIA A NORD-EST. Interviene la giornalista Luana De Francisco.


L’incontro avrà luogo presso la sede della Comunità Arcobaleno, in via San Michele 38, con inizio alle ore 20.30.  Durante la serata sarà presente Luana De Francisco, giornalista del Messaggero Veneto e co-autrice del libro insieme a Ugo Dinello e Giampiero Rossi. Il libro, che si fonda sullo studio degli atti processuali e descrive l’infiltrazione mafiosa nel Nord Est e specificatamente nel Friuli Venezia Giulia, squarcia il velo di silenzio su  riciclaggio di denaro sporco, sul pericoloso mal costume del "nero", sul traffico di droga e armi, sui disastri ambientali, sull'infiltrazione nelle ditte appaltatrici di Fincantieri, sul business del tarocco. Meccanismi che non riguardano solo gli autentici criminali, le case da gioco, gli industriali senza scrupoli, i boss al confino, perché ci sfiorano quotidianamente nelle nostre attività quotidiane. Val la pena di ricordare che alcuni mesi fa è stata presentata in Consiglio regionale, Commissione V, dal M5S, e attende ancora di essere esaminata, una proposta di leggeintitolata "Norme in materia di prevenzione e contrasto dei fenomeni di criminalità organizzata e di stampo mafioso". Ne abbiamo parlato sul blog qui.

La serata si concluderà con una piccola degustazione di prodotti di Libera Terra, provenienti dai terreni confiscati alle mafie e dati in gestione alle Cooperative Sociali.

mercoledì 23 novembre 2016

NO alla riforma costituzionale: i nuovi articoli 67 e 55 del testo Renzi Boschi.



Cambia qua, cambia là, va a finire che non ci si capisce più nulla.
Ecco una dimostrazione di uno dei tanti  
loop costituzionalriformistici : art. 67 e art. 55.



di Martina Luciani

Il vigente, ed esemplare, art.67 della Costituzione dice: Ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato.
L’art.67 riformato, su cui siamo chiamati a votare, è stato privato del “rappresenta la Nazione”: si spezza così il fondamentale legame  di senso – etico e politico – tra l’assenza del vincolo e l’operare nell’interesse del Paese, garantendo ai parlamentari  la libertà da interessi particolari e investendoli di una responsabilità morale che va ben oltre l'etichetta del partito.
 Hanno dovuto farlo, si dice, perché il Senato riformato rappresenta le Regioni, ed era necessario specificare le diverse attribuzioni. Ecco perché, generando un ulteriore  depotenziamento del principio, nel nuovo articolo 55  si precisa che i Senatori rappresentano le Regioni, giocoforza inclusi (comicamente) gli ex presidenti della Repubblica in veste di senatori a vita: come possa funzionare il meccanismo della rappresentatività dei territori in assenza di vincolo di mandato, ce lo devono ancora spiegare. Evidentemente le Regioni nella mente della riformista Boschi sono altro rispetto la Nazione, una e indivisibile, e non espressione concreta del principio autonomista e del pluralismo territoriale.
C’è da chiedersi  come papà e mamma della riforma, Renzi e Boschi, percepiscano le Regioni.
La riforma  toglie loro molte fondamentali competenze  e sforbicia per bene l’autonomia , chiarisce per mezzo della clausola di supremazia chi è che comanda,  ma  concede il premio di consolazione attribuendo  una rappresentanza in quella sorta di italico Bundesrat che è il nuovo Senato,  con la differenza sostanziale che nell’organismo tedesco si vota in base al mandato conferito, sui singoli temi,  dai territori rappresentati.

lunedì 21 novembre 2016

Comitato per il NO: la presidente della Regione FVG continua a fare propaganda elettorale sul referendum. I divieti e le norme valgono per tutti o no?





La campagna elettorale per il referendum costituzionale condotta da parte della vicesegretaria del Partito Democratico Debora Serracchiani con l’utilizzo della carica istituzionale di presidente della regione FVG prosegue nonostante la recente sanzione dell’AGCOM all’Amministrazione regionale. 

 



IL COMITATO DI GORIZIA PER IL NO ALLA RIFORMA COSTITUZIONALE CHIEDE  IL RISPETTO DELLE NORME IN CAMPAGNA ELETTORALE.
 LA PRESIDENTE DELLA REGIONE  NON PUO’ USARE LA SUA CARICA ISTITUZIONALE  PER INIZIATIVE  DI PARTE.

L'annuncio del convegno in Provincia


La campagna elettorale per il referendum costituzionale condotta da parte della vicesegretaria del Partito Democratico Debora Serracchiani con l’utilizzo della carica istituzionale di presidente della regione FVG prosegue nonostante la recente sanzione dell’AGCOM all’Amministrazione regionale.
Questa volta tocca a Gorizia, dove vediamo coinvolta in una manifestazione a favore  della riforma tanto la presidente della Regione, indicata quale relatrice nella sua veste istituzionale,  quanto la Provincia, che ospita l’iniziativa.

La par condicio nei confronti dell’elettorato – sottolinea il Comitato di Gorizia per il NO alla riforma costituzionale – è nuovamente violata,  relativamente al divieto a tutte le amministrazioni pubbliche di svolgere attività di comunicazione ad eccezione di quelle effettuate in forma impersonale ed indispensabili per l’efficace assolvimento delle proprie funzioni.
Intervenire, tra l’altro in una sede istituzionale come quella del Consiglio provinciale, per illustrare e sostenere le ragioni del voto favorevole alla riforma Boschi, evidentemente con “ modalità e contenuti informativi non neutrali sulla portata dei quesiti” determina proprio quella “rappresentazione suggestiva, a fini elettorali, dell’amministrazione e dei suoi organi titolari” che il divieto della legge 7 giugno 2000, n. 150, si propone di evitare. ( Corte Costituzionale, sentenza n.502/2000).

sabato 19 novembre 2016

Dal 24 novembre al 18 dicembre Laura Grusovin espone al Kulturni dom



Giovedì 24 novembre, alle 18, al Kulturni dom di via Brass, inaugurazione della personale di Laura Grusovin


Non credo che la goriziana Laura Grusovin ami molto essere paragonata a qualche altro artista, anche se la sua pittura surreale renderebbe il connubio estremamente facile. Pertanto, meglio lasciare parlare direttamente lei, perché la sua affermazione: “Un quadro non si guarda, si legge” – che spicca nella sua homepage sotto l’opera utilizzata per presentare la prossima mostra - è quanto di più audace un pittore possa affermare (e questo fatto mi piace molto). Spendo alcune parole soltanto per chiarire, nel caso in cui ci fosse ancora bisogno, che il surrealismo come espressione artistica, in senso lato, si ispira alle teorie di Freud. Fu lui, infatti, che teorizzò la necessità di giungere a una realtà superiore, una surrealtà, in cui conciliare i due momenti fondamentali del pensiero umano: quello della veglia e quello del sogno; il Surrealismo è il processo mediante il quale si giunge a questa surrealtà. E guai all’uomo incapace di sognare.

[… ] Sarà bello quando la maestra, domani, darà come compito: “Un quadro da leggere e da valutare”. E’ un quadro di sensazioni? Oppure è un saggio critico concettuale? E’ una semplice fiaba? E’ un violento manifesto politico? E poi: il quadro ha centrato il suo obiettivo? Pienamente? Poco? Voto:…
Solo allora, grazie ad una nuova generazione di "lettori" sarà possibile un enorme autodafè davanti allo studio di ogni pittore, per bruciare i "calcoli" sbagliati, e, come lo scienziato, poter così presentare al pubblico solo i risultati corretti: l'arte.
In più di 20 anni di pittura ho voluto capire, per accertarmi di non aver buttato via tutte le ore della mia giovinezza nell'inseguire qualcosa che non esiste. Inseguo semplicemente la forma di comunicazione che ci viene dalle grotte di Altamira e di Lascaux, la scienza che ha fatto nascere la geometria.
Per fortuna, nell'epoca del riscaldamento e della televisione, l'Arte della consolazione, della religione e dei grandi conflitti esistenziali non è più necessaria, e, nell'attuale contesto, può essere percepita come sovrabbondante: il Requiem di Mozart lo puoi ascoltare solo dimenticando il comfort ergonomico del tuo divano, per uscire nel buio infinito che ci sovrasta.
[…]
Basta per ora, sono un operaio dell'arte. Le mie otto ore mi attendono. Anche questa sera sarò stanca quando andrò a lavare i pennelli. Anche questa sera continuerò a vedermi invecchiare nello specchio del bagno, alla luce quaresimale del suo neon.
Ma ora sono serena, ho capito che questa missione non richiesta, il grande sacrificio di vivere senza testimoni per la propria esistenza ha un significato. Ho scritto "saggi" nel decennio surreale, ho scritto algoritmi nel periodo delle composizioni modulari e ora, per essere più vicina agli altri, sto scrivendo romanzi. Ho capito che ogni pagina di questo mio libro è un'impronta del mio cammino, l'istante importante rapito all'oblio.  Peccato che le mostre non siano che libri strappati.

La presentazione della mostra sarà a cura del prof. Josko Vetrih e rimarrà aperta nei giorni feriali dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 18. Sarà inoltre visitabile anche in occasione di tutti gli eventi in calendario nel complesso del Kulturni dom.

martedì 15 novembre 2016

“LEA” di Marco Tullio Giordana: cineforum di "Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie", 16 novembre, alla Comunità Arcobaleno

Domani sera, nella sede della Comunità Arcobaleno, in via San Michele 38, con inizio alle 20.30, appuntamento del ciclo “LIBERA inFormazione”, iniziativa  del Coordinamento Provinciale di "Libera", in collaborazione con Arcobaleno onlus e il Presidio Universitario “Palmina Martinelli”: cineforum "LEA –  Il coraggio di denunciare."





La serata vuole  essere un momento di riflessione sul ruolo che ciascuno di noi può avere nel difficile cammino di giustizia e legalità per il nostro paese, ma anche un omaggio a Lea Garofalo e alle altre donne che hanno avuto il coraggio di “dire di no” e di opporsi al sistema malavitoso nel quale erano cresciute, vivevano e del quale le loro famiglie erano parte integrante.

Il film “LEA”, di Marco Tullio Giordana, prodotto dalla Rai, racconta la storia della donna calabrese  compagna di un boss della ‘ndrangheta, testimone di giustizia che per le sue denunce fu torturata e uccisa vicino a Monza il 24 novembre 2009.

Una grande storia di denuncia e impegno che rende omaggio a una donna semplice diventata un modello civile di coraggio.

La serata, ad ingresso libero, si concluderà con una piccola degustazione di prodotti di Libera Terra, provenienti dai terreni confiscati alle mafie e dati in gestione alle Cooperative Sociali.