sabato 27 agosto 2016

Le pitture oniriche di Comisso, a Colmello

nota a cura di Marilisa Bombi

Comisso, che assieme ad altri 20 artisti partecipa alla rassegna benefica "Ritratti e bestialità di corte" aperta a Borgo Colmello fino a Natale, appartiene ad una generazione di artisti formatasi alla scuola d’arte di Gorizia negli anni ’70. La sua storia di creativo lo porta verso la grafica pubblicitaria  rapidamente verso una imprenditorialità nel settore per la quale è oggi ai vertici in regione. Non abbandona mai la pittura, intesa sempre come una commistione di segno e ricerca, simbologia ed estetica, rendendola negli anni sempre più ricca di contenuti e riflessioni che spaziano dalla sfera dei sentimenti personali alla partecipazione agli eventi della storia. I suoi lavori si esaltano in una superficie dalla quale si staccano improvvise linee di luce. Strisce d’oro come anche nel caso del cavallo onorico, dipinto espressamente per la mostra di Colmello. Un linguaggio di una modernità non casuale, ma filtrata attraverso la costante conoscenza dell’arte contemporanea che Comisso stesso promuove attraverso le gallerie espositive che, da solo, o con altri artisti gestisce in regione.

Livio Comisso ha gestito per anni Altern'art, una Galleria d'Arte innovativa a Monfalcone proponendo nuovi autori. Al suo attivo vanta diverse mostre collettive (nel 1988 fa parte di "Artisti all'Italcantieri" un'iniziativa a cui hanno partecipato grandi nomi storici dell'Arte italiana) e alcune personali.
E’ componente del gruppo fondatore di Gradisc’arte che con la galleria LA FORTEZZA di Gradisca d'Isonzo, organizza esposizioni d'arte ed incontri culturali.
Per saperne di più su questo artista, leggi qua. Mentre le info relative alla attività di grafico si trovano nel suo sito a questo indirizzo.
 

giovedì 25 agosto 2016

Aiuti alle popolazioni terremotate. CRI di Gorizia: insieme al cuore l'intelligenza. Altrimenti serve a niente.

La solidarietà verso i nostri concittadini dei territori devastati dal terremoto deve svilupparsi entro la logica del coordinamento e dell'effettiva dinamica tra necessità e disponibilità. Meglio rispondere con donazioni in denaro piuttosto che con materiali del tutto inutili o inutilizzabili in questa prima fase dell'emergenza. Intervista alla presidente della CRI di Gorizia.


di Martina Luciani

" Le persone hanno un grande cuore, l'emozione è fortissima, ma in questo momento evitiamo di riempire i magazzini di cose di cui non c'è effettiva necessità. Attendiamo richieste e indicazioni, per sviluppare iniziative di sostegno alle popolazioni colpite che siano realmente corrispondenti ai bisogni."
E' la raccomandazione della presidente della Croce Rossa italiana di Gorizia, Ariella Testa. E' infatti la  Croce Rossa l'organizzazione di riferimento indicata dalla Protezione Civile del FVG alle organizzazioni di volontariato che intendono avviare iniziative sul territorio.
" Non abbiamo per ora emergenza relativa a materiali da parte del coordinamento nazionale, questa sera nell'ambito della riunione organizzativa dedicata al nostro intervento diretto nei luoghi colpiti dal sisma avremo un quadro più chiaro."
Quindi le raccolte non mirate, di qualunque genere, non hanno utilità, anzi per la CRI diventano un problema gestionale, che spesso si conclude con l'eliminazione degli oggetti conferiti. Quindi attendiamo qualche giorno per attivarci con reale efficacia, in modo mirato e coordinato con le agenzie e le associazioni dei territori coinvolti.
"Vale anche e soprattutto per i farmaci, dei quali non si conoscono le modalità di conservazione, che spesso sono scaduti o in scadenza, e la cui competenza per la somministrazione riguarda solo il personale sanitario.  In un momento successivo, per particolari patologie e terapie quotidiane, i bisogni delle strutture sanitarie è meglio siano affrontati mettendo a disposizione denaro."
E la donazione del sangue?  " Non c'è una necessità oggi, c'è sempre - ricorda Testa - meglio organizzarsi per effettuare le donazioni, con le regolari procedure e controlli, nel prossimo futuro, e continuare a farlo."
A questo proposito AVIS e Centro Nazionale Sangue avvisano che  è stato attivato il “Piano strategico nazionale per il supporto trasfusionale nelle maxi emergenze”,  che è meglio donare in modo programmato in accordo con le associazioni e i centri trasfusionali  aggiornati costantemente sulle necessità e che presto bisognerà ricostituire le scorte già messe a disposizione.
Quindi, quel che serve e che soprattutto servirà alle organizzazioni sono i soldi: la Croce Rossa Italiana ha attivato un Iban dedicato, che trovate qui, ed anche un sistema di donazioni on line.

mercoledì 24 agosto 2016

10, o forse 14, in FVG, gli immobili delle Forze Armate presi in considerazione per l'accoglienza profughi nel piano di Alfano.

Si parla ( e si straparla) di accoglienza diffusa e all'improvviso, con una spesa preventivata di 40 milioni di euro, il ministro Alfano si organizza per recuperare vecchie caserme, depositi militari, strutture abbandonate delle Forze Armate e organizzare così l'accoglienza profughi. Di queste strutture, secondo le notizie che rimbalzano su ogni testata on line,  10 o addirittura 14 ( sui numeri ognuno scrive quel che gli pare) si troverebbero in Friuli Venezia Giulia. Urgenti spiegazioni e chiarimenti.


di Martina Luciani

Son mica poche 14 caserme, e anche 10 non è male,  anche si trattasse di altro e più piccolo tipo di edificio militare dismesso, da ristrutturare per farne centri di accoglienza.  Non si discute sulle necessità impellenti:  il Meridione italiano è travolto dal problema accoglienza migranti e la situazione va alleggerita immediatamente. Ma orientare la soluzione del problema solo sul meccanismo delle grandi concentrazioni di persone è insano, in tutti i sensi, pericoloso, difficile da gestire ( prima, dopo e durante, con o senza cooperative), onerosissimo sotto molteplici profili per le comunità di mala voglia ospitanti.
Non sono riuscita a trovare l'elenco delle strutture individuate dal Ministero nella nostra Regione, ma parebbe chiaro che a settembre, tra Ministero dell'Interno e Anci, verrà concluso un accordo per la sistemazione di 150 mila migranti e l'adesione dei Comuni allo Sprar ( che teoricamente è un meccanismo di protezione successivo al riconoscimento dello statud di rifugiato).
E con l'ampia scelta di edifici delle Forze Armate dismessi a Gorizia ( titolare di commissione territoriale) e provincia, credo avremo modo di partecipare a infuocate discussioni.

venerdì 19 agosto 2016

Cian: esercitazioni pratiche di connessione

Evaristo Cian, che con una selezione di opere è presente da ieri all'Enoteca di Gradisca, partecipa alla rassegna Ritratti e bestialità di corte visibile fino a Natale a Borgo Colmello.


di Marilisa Bombi

Io non so quante persone abbiano avuto la possibilità di vedere il film, pluripremiato, Connected, ogni vita è connessa, scritto e diretto da Tiffany Shlain. Attraverso animazioni, filmati d’archivio e video di famiglia, la regista svela i legami sorprendenti che ci legano non solo alle persone che amiamo, ma anche al resto del mondo che ci circonda, portando alla luce cosa significhi essere connessi nel XXI secolo. Considerata una pioniera di internet, Tiffany Shlain è la fondatrice del Webby Awards, prestigioso riconoscimento nato 20 anni fa, agli albori dell’era digitale, e cofondatrice dell’International Academy of Digital Arts and Sciences.

venerdì 12 agosto 2016

Menù di ferragosto con sapori FVG: indigesto pasticcio a base di norme regionali, statali e costituzionali. Il Governo non gradisce e impugna la legge sulle UTI.




Bravi legislatori si diventa, non si nasce “imparati”. La Regione FVG vuole essere la prima a dismettere le province, produce con legge di modifica costituzionale uno Statuto che le abolisce mentre la revisione costituzionale che ha  omologo obiettivo è per il momento sospesa  in attesa di referendum confirmativo, modella un servizio idrico integrato con unico gestore, l'Ausir, con a fronte la suddivisione territoriale delle UTI, ma non tiene conto, tra l’altro, che la legge nazionale prevede ambiti di gestione del servizio idrico di dimensione non inferiore alle Province o città metropolitane.
L'aveva detto di recente il Tar del FVG, che una cosa sono le UTI in astratto e una cosa è la gestione pratica, tutt’altro che scevra da pericoli di illegittimità costituzionale!



di Martina Luciani



 Il Consiglio dei ministri ha deciso di impugnare dinnanzi alla Corte Costituzionale una norma della legge regionale del FVG n.10 del 28-6-2016 sul riordino delle autonomia locali e ordinamento delle UTI, in quanto eccedente dalle competenze attribuite alla Regione dal suo stesso Statuto,  da pochissimo modificato, e contrastante con l’art.117 della Costituzione che  attribuisce il servizio idrico integrato all'esclusiva competenza statale, in quanto servizio di rilevanza economica la cui organizzazione e gestione deve rispettare i criteri fissati dalla normativa nazionale  e garantire tutela della concorrenza e tutela ambientale.
 Spiega la delibera del CdM : l'articolo 7 della legge regionale n. 10/2016 concernente le «Ulteriori funzioni comunali esercitate in forma associata" dispone quali siano le funzioni da esercitare in forma associata, includendo  anche l’organizzazione dei servizi pubblici di interesse economico generale, senza escludere esplicitamente da questa categoria il servizio idrico integrato, al quale andrebbe riconosciuta la qualità di "servizio pubblico di rilevanza economica", che tale è nel senso che la concreta gestione del servizio (struttura, organizzazione, modlità, disciplina del servizio, soggetto che lo svolga)  produce ricavi e “contendibilità” sul mercato dei servizi.

giovedì 11 agosto 2016

Slalom consapevole tra le etichettature: perchè solo "senza olio di palma" non può e non deve bastarci!


Semplificato l'acquisto di molte marche di prodotti, che ora evidenziano " Senza olio di palma". Bene, ora facciamo l'ulteriore balzo evoluzionistico, a partire dagli imballaggi: basta incarti che finiscono nel secco residuo! Apprezzabilissime, in attesa di una norma a tutela del consumatore, anche le scelte delle aziende che ci avvisano di usare prodotti dalla cui filiera sono esclusi ab origine gli OGM.




di Martina Luciani

Mentre si moltiplicano negli scaffali della grande distribuzione i prodotti che esibiscono ricette senza olio di palma, il percorso della maggior leggerezza nella bilancia ambientale dei nostri consumi ( l'8 agosto è stato il termine per il 2016 della sopportabilità da parte del Pianeta dell'impatto umano di consumo e inquinamento: da 3 giorni rapiniamo e violentiamo la Terra, perchè non c'è più ricambio e sostenibilità) deve proseguire ancora in salita.

martedì 9 agosto 2016

Nuovi centri commerciali off limits? Le teorie del M5S regionale; del ruolo pentastellato nei consigli comunali sappiamo poco o nulla.



via Trieste: uno dei tanti edifici inutilizzati in città

Governo del territorio e tutela dell'ambiente; tutela della concorrenza e tutela del consumatore. Il M5S dà una lettura semplicistica del quadro di riferimento normativo contestando alla Regione l'immobilismo su questo fronte. Ma nei consigli comunali, sede della gestione del territorio, quali sono state le battaglie del M5S?


di Marilisa Bombi

Da tempo, attraverso le pagine di questo blog, abbiamo denunciato l’anomala situazione che vede il FVG ai vertici della classifica nel rapporto metri quadri/popolazione dei centri commerciali.
E' stato anche denunciato il fatto che le recenti modifiche allo Statuto di autonomia hanno del tutto trascurato una competenza che  invece in Trentino Alto Adige sono stati pronti ad attribuirsi, dopo che il commercio “sostanziale” è stato attratto nella materia della tutela della concorrenza di competenza esclusiva statale. Nel senso che con l'individuazione della "materia" riconducibile alla tutela della concorrenza prevista dall'art. 117 Cost. introdotta dalla legge cost. 3/2001, le prerogative statutarie delle regioni a statuto speciale in materia di commercio sono state fortemente ridimensionate. Ciò in quanto le questioni riconducibili alla cosiddetta "liberalizzazione" sono state considerate riconducibili non più alla materia del commercio, di competenza regionale, bensì alla materia della tutela della concorrenza di competenza statale.
L’argomento ritorna in primo piano con la nota di Cristian Sergo, portavoce del MoVimento 5 Stelle, nel Consiglio regionale Friuli Venezia Giulia, il quale purtroppo dimentica che la gestione del territorio è di competenza comunale e non pare che i consiglieri  del Movimento si siano molto spesi su questo fronte.

venerdì 5 agosto 2016

Luciano Chinese e la teoria dello spazio perfetto



di Marilisa Bombi

Chinese, ovvero la quintessenza di un artista, peraltro atipico. Perché alla intensa attività di gallerista, svolta contemporaneamente a Mestre e a Udine, dimostra un certo pudore nel presentarsi al pubblico in quella che era stata la strada originariamente scelta: la pittura. Lui che “di artisti” doveva “essere regista”, come dice Ernesto Luciano Francalanci in un suo scritto su Chinese, gli impediscono di portare avanti in parallelo la sua attività di pittore, che però egli svolge, in segreto, disegnando, riflettendo e progettando.

mercoledì 3 agosto 2016

OGM. Cronaca nera o cronaca tragicomica? Come farsi prendere per i fondelli dalla Commissione europea.

Altro che TTIP! Il nemico ce l'abbiamo in casa, è infiltrato con metodi da far invidia al terrorismo internazionale. Tre varietà di semi di soia Monsanto sono stati autorizzati dalla Commissione europea. E adesso vogliamo anche le etichette sui prodotti da filiere agroalimentari che impiegano OGM!


di Martina Luciani

Da pochi giorni la Commissione europea ha autorizzato tre varietà di semi di soia geneticamente modificati. Sono prodotti dalla Monsanto ( che coincidenza!) e sono stati giudicati favorevolmente dall'EFSA, l'agenzia per la sicurezza alimentare europea dove il meccanismo delle "porte girevoli" verso le multinazionali produce incessantri correnti d'aria.
La Commissione, in un comunicato di sei righe, ha detto che è intervenuta là dove gli altri organismi europei avevano lasciato le cose in sospeso. Certo, è suo compito farlo: lo fa mentre noi ci concentriamo sui pericoli di TTIP e affini spauracchi, e non facciamo caso a quel che succede in casa, che siamo tranquilli, vero?, abbiamo i nostri eletti che vigilano con precauzione e animo integerrimo sul bene e la salute delle genti europee.
Trovo vergognoso e di un'ipocrisia illimitata la precisazione della Commissione: le varietà in questione sono autorizzate per l'alimentazione umana e animale ( che è la stessa cosa, se mangi carne proveniente da allevamenti che usano soia OGM o anche solo parmigiano reggiano sulla pastasciutta, visto che nei protocolli dell'italico formaggio ci sta l'uso di soia OGM) e non per la coltivazione. Così non ce l'avremo nel campo ma basta comperarla dagli americani. Ulteriore rassicurazione della Commissione: " tutti i prodotti derivati ​​da tali organismi geneticamente modificati saranno soggetti a severe norme di etichettatura e di tracciabilità dell'UE". Intanto il business è licenziato con tutti i crismi, e per i prossimi dieci anni.
Fa parte dell'EFSA, che ha sede a Parma, il dottor Giuseppe Ruocco, alto funzionario del Ministero della Salute ( uno dei tre ministeri, insieme ad Ambiente ed Agricoltura, che hanno prodotto e riconfermato il famoso decreto che vieta in Italia la coltivazione di OGM) . In una audizione dell'anno scorso ( faticosissimo rintracciare la data, visto che la prassi di archiviazione dei documenti on line trascura completamente questo elemento) Ruocco descrisse la situazione grosso modo cosi': i consumatori ( " preoccupati dell’impatto sulla salute e sull’ambiente, nonché della perdita del patrimonio agroalimentare nazionale") sempre più si orientano nel senso di OGM free ma la zootecnia italiana scarseggia di prodotti per l'alimentazione degli animali, dobbiamo quindi importare da paesi che coltivano OGM, USA in primis.
Se questa è la soluzione, vogliamo che anche su carne, uova e latticini sia indicato se provengano da filiere produttive che contengono OGM. Cioè bistecca OGM , parmigiano OGM, stracchino OGM, gelato OGM....e poi vediamo cosa fa il consumatore con il made in Italy OGM!

martedì 2 agosto 2016

Storia triste dell'esperienza referendaria in Friuli Venezia Giulia. Due date: 1991 e 2010.

Nella nostra regione si cominciò ad utilizzare lo strumento referendario in senso abrogativo nel 1991. Andò male, non si raggiunse il quorum. Nel 2010 cominciò l'impudico esercizio della non ammissibilità da parte del consiglio regionale delle richieste referendarie. Pratica di non democrazia che si è replicata ai giorni nostri, con la pronuncia di innammissibilità di quattro richieste. Forse è giunto il momento di discutere, anche nelle opportune sedi dell'Unione Europea, se sia rispettoso dei diritti dei cittadini il fatto che in FVG ( ma non solo da noi) chi decide sull'ammissibilità dei referendum chiesti dai cittadini è lo stesso soggetto che produce le norme di cui si chiede l'abrogazione. 


di Martina Luciani

Risale al 1991 la proposizione di ben sei quesiti referendari abrogativi in materia ambientale (gestione dei rifiuti, impatto della viabilità, caccia etc).
Il referendum non raggiunse il quorum, ma si trovano in rete, sul sito dei Radicali del Friuli Venezia Giulia, una serie di documenti che è utile leggere. Per rendersi conto che da allora ad oggi, non abbiamo corretto il tiro in materia di tutela ambientale e agli abusi/errori/disastri/ di allora si sono aggiunti quelli successivi. 
Scriveva allora Ermete Realacci, denunciando, tra l'altro, le lobbies dei costruttori di strade e dei cacciatori, la politica regionale latitante in materia ambientale insieme al  rischio che i mezzi di informazione non supportassero adeguatamente lo svolgimento del referendum: " E allora si vada al voto il 24 novembre, e ci si confonti davanti ai cittadini, sottoponendosi al loro giudizio."
Quell'invito suona oggi come una sentenza: il duplice fallimento - il quorum mancato e l'assenza del risultato abrogatorio di quella tornata referendaria -  ha sicuramente rappresentato la rinuncia da parte dell'elettorato ad esercitare la sovranità che gli compete ed ha sdoganato le scellerate politiche di svendita del territorio, delle risorse e dei diritti dei cittadini delle quali oggi vediamo i risultati ovunque in regione.

venerdì 29 luglio 2016

A Borgo Colmello il Capro espiatorio di Roberto Cantarutti

di Marilisa Bombi


Roberto Cantarutti, che vive a Cormons, ci ha raccontato che la sua passione per la pittura deriva dalla conoscenza, in tenera età, del pittore gradiscano Francesco Cianetti, caro amico di Cesare Mocchiutti e di suo padre. La sua vasta cultura storico-artistica lo affascinava, generando in lui una passione sempre più solida per la pittura già amata. Dopo un irregolare percorso di studi, diventato maggiorenne, ha soggiornato a Londra per seguire un corso di disegno dal vero.
Roberto Cantarutti è dei 21 artisti impegnati a dare corpo all’iniziativa “Ritratti e bestialità di corte” ospitata nel complesso di Borgo Colmello di Farra d’Isonzo, organizzata dall’associazione ASSCULTA e patrocinata dall’Amministrazione comunale di Farra d’Isonzo.

Di recensioni critiche di Roberto Cantarutti ne sono state scritte molte, in occasione delle diverse mostre dallo stesso realizzate, così come risulta dal  suo sito personale. Ma, di tutte, quella che a nostro avviso ha più  di ogni altra colto l'essenza della sua pittura è stata Cristina Feresin che, nel presentare la mostra "La mia casa è il fiume" svoltasi lo scorso anno nello studioFaganel a Gorizia, così ha scritto di lui:  "Scivola a filo d’acqua la pittura di Roberto Cantarutti, fluida e trasparente, a momenti impetuosa e travolgente, come un fiume, dalla superficie cheta e dalle profondità inaspettate, dove si cela la forza centrifuga, che tutto muove senza dare nell’occhio, e ti risucchia, improvvisamente.
Così l’arte di Roberto Cantarutti, cromie tenui e mirate, gioco di velature e sovrapposizioni, pennellate ampie e ariose, definisce corpi in perenne movimento, in dialogo tra di loro e con il mondo circostante, tra la necessità del confronto, il desiderio di vicinanza, il bisogno di comprendere determinate dinamiche, l’esigenza di sentirsi liberi.
Poesia visiva pura, vibrante, viscerale, autonoma.
Sagome si librano con destrezza sulla superficie, cercano un contatto fisico e di pensiero, si tengono in equilibrio attraverso un’attenta calibratura dei pesi in modo da non cadere mai, si alternano a giochi acrobatici, dall’apparente diletto, dove è sufficiente una piccola disattenzione per trasformare il divertimento in dramma. Diventano così metafora della vita, di rapporti precari, di conflittualità sotterranee che, a fatica, si affrontano.
Cantarutti narra il dritto e il rovescio della medaglia, ciò che sembra, ciò che è e ciò che potrebbe diventare se anche solo una delle condizioni presupposte dovesse mancare all’improvviso. Mette in scena la fragilità, l’inquietudine, ma anche l’energia e il vigore che si sprigionano in determinate situazioni, attraverso una leggerezza disarmante ed inaspettata, tra figurazione e simbolo, data da un gesto deciso e sicuro e da un uso sapiente del colore, steso a più riprese e successivamente raschiato, in modo da rivelare/svelare cosa c’è sotto ad ogni scelta, ad ogni azione.
“La mia casa è il fiume” è un ciclo dove l’artista ritorna a manifestare il suo interesse per l’uomo e la natura, come già successo nella serie “Tutte le creature”, indaga gli stretti rapporti che intercorrono tra le due entità, a volte conflittuali, a volte di perfetta armonia, sempre però alla ricerca di una potenziale intesa, di un punto di contatto e confronto espresso per mezzo di una pittura sincera e personale, fatta di esperienze acquisite e sedimentate nel tempo.
L’elemento acqua, una costante nella produzione di Cantarutti e qui rappresentata dal fiume e dal suo flusso, è simbolo di energia e di vita, diventa luogo di incontro per uomini, donne e bambini che vi si immergono tra le brume schiumose, fonte di sopravvivenza per coloro che ne hanno bisogno e ne riempiono taniche e otre, momento di svago per chi vuol solo goderne l’abbraccio.
Il tutto reso in maniera mirabile attraverso una gamma tonale ricca e raffinata che spazia dai blu, ai verdi, ai grigi, dove corpi appena abbozzati volteggiano agilmente, o vengono ripresi nell’atto dello spostamento, e anche quando sono immobili, stretti in abbracci liberi o forzosi, o in composizioni corali fisse, non appaiono mai statici, al contrario, sembrano sempre in attesa, pronti per il divenire, verso chissà quale destinazione, fisica, mentale, emotiva.
Una pacatezza apparente quella che s’incontra in queste tele che, sotto gli strati di colore, tra i segni sfrangiati, oltre i graffi incisi, nasconde un magma di pensieri, considerazioni, desideri, appassionati e vivi."
La mostra, a Borgo Colmello, rimarrà aperta fino a Natale, dopodichè l'intera collezione sarà messa unitariamente all'asta. Il catalogo della mostra, gli orari ed ogni altra informazione utile, sono disponibili nel sito della mostra.


Mostre personali di Roberto Cantarutti

1997 – Immagini interiori di vita quotidiana, Corte Brusini, Udine
1998 – Progetto Segnali della città, Informagiovani, Udine
1999 – Progetto Zona centro, Libreria Compralibro, Udine
2000 – Filologico, Centro Giovani Cormons, Cormons (Gorizia)
2001 – Diverse Geografie, ACTIS, Trieste
2006 – Dialoghi, Libreria Rebus, Cormons (Gorizia)
2006 – Convergenze, Biblioteca civica Villa de Brandis, San Giovanni al Natisone (Udine)
2008 – Spazio Tilt, Cormons (Gorizia)
2009 – I Figli delle Stelle, Giudecca, Venezia
2010 – Metamorfosi, Wine Bar, Gorizia
2011 – Virus in Cormons, Ai due fratelli, Enoteca Comunale, Cormons (Gorizia)
2011 – Alla Posta, Aiello del Friuli (Udine)
2012 – Dal Mare, Libreria Prospettive, Gorizia
2013 – SDI Druchzentrum, Monaco (Germania)
2013 – Intorno al cerchio, Bagno Ausonia, Trieste
2013 – Art-Tu festival, Palazzo Pognici, Frisanco (Pordenone)
2014 – Museo civico del territorio, Cormons (Gorizia)
2014 – Solo di passaggio, Corte dell’Arte, Gorizia
2015 – Tutte le creature, Galleria PUB, Portogruaro (Venezia)
2015 – RE Salio, Ubik Art, Pordenone
2015 – La mia casa è il fiume, studiofaganel, Gorizia
2016 – Al fine lo spirito fa quello che vuole”, Ass.ne Prologo, Gorizia

Mostre collettive

1996 – Visibili/inVisibili, Casa della Contadinanza, Udine
1998 – Panoramantique …, Torre, Cividale del Friuli (Udine)
1999 – Didivuè-Oggigiorno, Agriturismo ai Colonos, Villacaccia di Lestizza (Udine)
2000 – Pnudgots, Trieste Contemporanea, Studio Tommaseo, Trieste
2007 – ManinFesto, Villa Manin Centro d’Arte Contemporanea, Passariano di Udine (Udine)
2007 – Caffè Commercio, Gorizia
2008 – Gruppo C6, Biblioteca Statale Triestina, Trieste
2008 – Lungo i Bordi, mostra itinerante, Palazzo Manzioli Izola (Slovenia), Biblioteca Statale Isontina, Gorizia,
Galleria Comunale d’Arte Contemporanea ”Ai Molini”, Portogruaro (Venezia)
2008 – Dobia Arte Eventi, Dobialab, Staranzano (Gorizia)
2008 – In/Contro, Bar Rullo, Cormons (Gorizia)
2008 – Pinocchio e il lupo, Ex Casa Zannier, Cervignano del Friuli (Udine)
2008 – Mostra del piccolo formato, Atelier Bernot, Gorizia
2009 – Calendario Centro Alzheimer Mitteleuropeo, Biblioteca Statale Isontina, Gorizia
2009 – Cortocircuito Arte nel paese, Cormons (Gorizia)
2009 – BEATS, Caffe Bordo, Muzejska Zbirka Kolodvor, Transalpina, Nova Gorica (Slovenia)
2010 – Fat(t)o a mano, Palazzo Meizlik, Aquileia (Udine)
2010 – Libri Di_Versi, Galleria Comunale d’arte Contemporanea, Portogruaro (Venezia)
2010 – On the Road, Udine
2010 – 60 x 60 Images, Teatro Nuovo Giovanni da Udine, Udine
2010 – Iztirjeni, Gallerija Tir, Salcano (Slovenia)
2011 – Libri Di_Versi, Galleria Comunale d’arte Contemporanea, Portogruaro (Venezia)
2011 – Virus in Cormons, Bar Rullo, Cormons (Gorizia)
2012 – Profezie, Musei Provinciali, Palazzo Attems, Gorizia
2015 – Lo spazio del volo, Musei Provinciali di Borgo Castello, Gorizia
2015 – Vita/Morte/Cibo, studiofaganel, Gorizia
2016 –  Ritratti e bestialità di corte, Borgo Colmello, Gorizia

mercoledì 27 luglio 2016

Laguna in acquerello, da venerdì 29 luglio a Grado, all'hotel Astoria



Marina Legovini espone i suoi acquerelli ed insegna la tecnica a Grado.


di Marilisa Bombi

Infaticabile, oltre che eclettica, Marina Legovini che nei locali dell’associazione la Corte dell’Arte SAG (Spazio Alba Gurtner) di via Carducci, a Gorizia, organizza nel corso dell’anno seminari per conoscere la storia dell’arte e tiene anche lezioni di tecnica pittorica, nemmeno d’estate non si ferma. Tutt’altro. Ama talmente tanto il suo lavoro che desidera condividere la sua conoscenza. "Happiness is real only when shared": la felicità è autentica solo se condivisa ci racconta Christopher in “Into the wild”. E poichè la cultura è conoscenza, in un mondo caratterizzato dalla globalizzazione, la cultura se condivisa può divenire una leva in grado di porsi quale ingrediente per migliorare l’uomo.
Ed è per questo motivo che questa città, così ricca dal punto di vista artistico, ha ancora qualche speranza. Perlomeno è questo l'auspicio.
Ritornando a Marina Legovini (che nei giorni scorsi è stata indiscussa protagonista nell’incontro che si svolto al giardino Viatori), sarà presente venerdì prossimo (ovvero il 29 luglio) a Grado, all’hotel Astoria. Insomma, chi per diletto, per interesse o anche solo per curiosità ha modo di trovarsi a Grado alle 18.30, il consiglio è di non perdere l’appuntamento con l’artista che presenterà un nuovo ciclo di acquerelli dedicati alla laguna di Grado. Peraltro, oltre all’esposizione delle opere, l’artista illustrerà, con un’esibizione tecnica, il programma dei due laboratori di acquerello previsti nelle giornate del 4 – 5 e del 25 – 26 agosto.
Fonte di ispirazione per uno scenario ricchissimo di colori in continuo mutamento, gli acquerelli di Marina Legovini rivelano un piccolo mondo fantastico intrecciato fra il verde della natura e il blu della laguna di Grado. I colori sapientemente dosati, catturano lo spettatore invitandolo a scoprire nei dettagli la magia del colore. A tratti l’acqua corre per poi rallentare e, quasi a comando delinea arbusti e barene fra lo stridio degli uccelli in volo. Si fa lenta sulla battigia, dove i bagnanti sostano mollemente adagiati, oppure attenti al calar della marea, nel catturare qualche piccolo abitante del mare fra le conchiglie e le piume portate dal vento.
La mostra comunque, proseguirà fino al 29 agosto dalle ore 9.00 alle ore 24.00 con ingresso libero.
Per informazioni 339 8326850.

martedì 26 luglio 2016

Medici Senza Frontiere se ne va da Gorizia: qualcuno li ringrazia per averci evitato un'inverno di vergogna e di enormi difficoltà organizzative?



Dopo sei mesi di attività, Medici Senza Frontiere conclude il suo intervento
a Gorizia,
che ha offerto riparo a 598 richiedenti asilo
rimasti esclusi dal sistema di accoglienza,
e ne consegna la gestione, rodata dall'esperienza e da tutte le possibili ostilità, a un’organizzazione locale.  


Pubblichiamo il comunicato stampa, con l'auspicio che da altre fonti giunga  perlomeno l'espressione della consapevolezza che se abbiamo potuto trascorrere alcuni mesi senza la percezione della vergogna e dell'inciviltà nell'approccio cittadino alla presenza dei richiedenti asilo, per un verso, e senza l'assillo delle problematiche concrete del dar ricovero a così tante persone,per l'altro verso, è merito di MSF, e accanto a loro di chi li ha sostenuti e supportati. Grazie MSF!


 La nota giunta oggi, 26 luglio.
A dicembre 2015, MSF aveva installato 25 container abitativi per offrire uno spazio di accoglienza e assistenza ai richiedenti asilo, costretti a dormire all’aperto per settimane sulla riva del fiume Isonzo. Nonostante la loro richiesta di protezione, queste persone erano rimaste escluse dal sistema di accoglienza per la mancanza di posti disponibili. Secondo le direttive europee e la legislazione nazionale, tutte le persone che manifestano la loro volontà di richiedere protezione hanno diritto ad essere inserite nel sistema di accoglienza.
“Dopo la partenza di MSF da Gorizia, crediamo che per rispondere ai bisogni delle persone sia necessaria un’accoglienza più strutturata”, dichiara Yannick Juillot, responsabile del progetto MSF a Gorizia. “Il dormitorio del San Giuseppe, come altre realtà analoghe sul territorio, offre ora un servizio di base, ma le istituzioni centrali e locali dovrebbero far seguire alla primissima accoglienza un percorso di inclusione sociale, essenziale per il benessere psicofisico dei richiedenti asilo.”
L’approvazione della richiesta di autorizzazione edilizia da parte del Comune di Gorizia e i lavori di adeguamento che si concluderanno in questi giorni permetteranno la permanenza del dormitorio presso gli spazi del San Giuseppe, messi a disposizione dall’Arcidiocesi.

Sentenze ricorsi UTI. Il TAR avvisa: in fase attuativa della legge istitutiva delle UTI, si faccia attenzione al rispetto dei principi costituzionali di rappresentatività e democraticità.



Se il legislatore della Regione FVG considera  di aver ottenuto, il mese scorso,  dal TAR  “una importante legittimazione” a proseguire nella propria azione riformatrice delle autonomie locali ( leggasi Unioni Territoriali Intercomunali), abbia anche la diligenza di tenere le sentenze a portata di mano nel prosieguo dell’organizzazione. E di leggerle per intero, perché di avvisi ai naviganti ce ne sono più di uno, e molto importanti.

 di Martina Luciani

Il Tar Friuli Venezia Giulia ha giudicato inammissibili i ricorsi dei Comuni  contro la delibera della Giunta regionale del Friuli Venezia Giulia n. 1282 del 01.07.2015 riguardante  l’approvazione in via definitiva del Piano di Riordino Territoriale previsto dalla legge regionale 26/2014, art. 4, comma 6. Ha invece accolto i ricorsi che  contestavano la nomina del commissario ad acta, riconoscendola  contraria alla legge e annullando i provvedimenti sostitutivi adottati.  
Nella stesura delle sentenze ha inoltre formalizzato alcuni concetti che val la pena di estrapolare e rammentare quali strumenti di vigilanza e interpretazione nelle fasi attuative del meccanismo UTI, considerato dai giudici amministrativi  a rischio “pervasività” su un paio di principi tutelati dalla Costituzione: la rappresentatività e la democraticità, prevalenti sul principio del contenimento della spesa pubblica.
Andiamo per ordine,  cominciando da questo concetto: “Va ribadito come la ricostruzione dell’istituto delle UTI testé illustrata avviene sul piano formale e astratto, al solo fine di esaminare il ricorso così come prospettato.”
I giudici amministrativi chiariscono il contesto dei pronunciamenti e  non escludono che in fase attuativa delle UTI emergano “ sue eventuali  contraddizioni interne” né che si manifestino “eventuali discostamenti  dagli stessi principi della legge”.  
Si prendono anche la briga di indicare nella stessa sentenza  alcune possibili problematiche.
Una  riguarda i criteri individuati dalla legge regionale per stabilire la dimensione ottimale delle UTI ( continguità territoriale, integrazione istituzionale già esistente,  omogeneità e complementarietà delle caratteristiche geografiche, demografiche, ambientali, di mobilità etc etc.).  I criteri elencati dalla legge dalla legge 26/2014 possono porsi in conflitto tra di loro e anche al loro interno: “basti pensare al criterio dell’omogeneità delle caratteristiche geografiche, demografiche, di mobilità, ambientali, economiche, sociali, culturali e infrastrutturali, che può essere sussistente per un aspetto e non per l’altro e può essere riferito a diversi comuni confinanti.” Lo stesso vale per l’integrazione istituzionale, rappresentata anche da precedenti forme associative o convenzioni, le quali possano essere le più varie e talvolta non sovrapponibili.”
La sentenza, inoltre,  inquadra l’ulteriore questione, accennata all’inizio.
  Lo scopo del contenimento della spesa pubblica è principio costituzionale che giustifica la collocazione, con legge regionale o statale,  delle funzioni comunali  in forma associata e in via obbligatoria. Però attenzione: questo principio ha natura strumentale, e su di esso prevalgono i principi di rappresentatività e democraticità.
Secondo il TAR la legge regionale n.26 in effetti  prevede uno spettro di funzioni demandate alle Unioni territoriali anche in via obbligatoria di tale ampiezza da poter essere sindacata  per il suo essere così “pervasiva” da incidere sui contenuti qualitativi. Leggiamo: “….tra i principi costituzionali prioritari vanno annoverati quelli di rappresentatività e democraticità, i quali, sulla base della nota gerarchia dei principi costituzionali, risultano sovraordinati anche rispetto al principio, pure costituzionalmente rilevante, del contenimento della spesa pubblica.”
In conclusione, una parte dei ricorsi presentati sono inammissibili per molteplici ragioni , ma questo non esclude che  nel futuro si presentino problemi di cui ridiscutere innanzi al TAR, magari riproponendo in maniera questa volta esaustiva la rimessione alla Corte costituzionale a proposito della violazione di quei principi costituzionali che questa volta il giudice ha ritenuto non adeguatamente posti.
La prospettiva nella quale tenere desta l’attenzione è chiarissima, cioè i “provvedimenti o atti che siano applicazione diretta delle norme della legge regionale n 26 del 2014 riguardanti il funzionamento delle UTI”  relativamente alla contrazione e sofferenza della capacità rappresentativa delle autonomie locali e  della garanzia di democraticità dei meccanismi decisionali.