mercoledì 1 marzo 2017

Jannis Kounellis, a Gorizia, Palazzo Lantieri. L'installazione creata nel 2004 nella torre della Porta Oriente.

La recente scomparsa di Jannis Kounellis lascia grande tristezza tra coloro che a Gorizia ebbero modo di conoscerlo, e di mantenere con lui legami di autentica e affettuosa amicizia,  in occasione delle sue partecipazioni alle iniziative dedicate all'arte contemporanea e alla cultura delle avanguardie, realizzate a Palazzo Lantieri, dove è conservata una sua installazione nella Torre di origine trecentesca, importante cardine del turismo culturale nella nostra città e Porta essenziale per capire tante cose di questa città.


di Martina Luciani

Kounellis e la bellissima esperienza artistica nata a Palazzo Lantieri coincisero con l'apertura dell'ultimo confine europeo, quello della Transalpina, e con l'ingresso della Slovenia nella UE.
Proprio quell'evento, anzi, fu la precisa ragione per cui Kounellis partecipò alle iniziative in campo artistico realizzate, e proseguite anche negli anni successivi, a Palazzo Lantieri, ed il motivo ispiratore dell'installazione che, a differenza di molte altre sue opere, è rimasta intatta nella Torre e continua ad essere un'inaspettata emozione per i visitatori della dimora storica.

martedì 28 febbraio 2017

Biomasse a Gorizia: dove e a quali condizioni. Le domande del comitato NoBiomasseGO ai candidati sindaci

Se vuoi fare impresa ricavando un profitto con la produzione di energia da biomasse, falla in zona industriale, sennò perlomeno i tuoi impianti devono servire a spegnere caldaie per il riscaldamento. Tante a sufficienza da compensare il conto ambientale su cui comunque i diversi impianti pesano sommandosi fra di loro (emissioni, rumore, sicurezza, paesaggio urbano) e garantire un beneficio economico ai cittadini.  In altre parole: utilità sociale dell'iniziativa imprenditoriale, limite ecologico nella progettazione del futuro della citta' e del suo contesto urbano, basta con i bluff dei posti di lavoro, serve la partecipazione della cittadinanza attraverso adeguata rappresentazione delle istanze.


di Martina Luciani

Oggi il comitato NoBiomasseGO ha spiegato alla stampa a che punto sia l'impegno per contrastare la realizzazione degli impianti a biomasse e dell'intero progetto industriale di Rail Service tra i quartieri cittadini di Sant'Anna, Sant'Andrea e Campagnuzza. I concetti stanno nel comunicato stampa più sotto. Due annotazioni. La prima: al Comitato si è aggiunto Gorizia in MoVimento, portatore oltre che di solidarietà anche di importanti competenze tecniche. E siccome c'è chi viene, c'è anche chi va: completamente assente Legambiente e le rappresentanze delle associazioni slovene, inizialmente interessate al problema. La seconda. Un cittadino è intervenuto con i due nipotini a fianco: questi sono i bambini per cui mi interessa la tutela dell'ambiente in cui cresceranno, la garanzia della qualità dell'aria che respireranno. Non serve altro per chiarire lo sfondo delle domande poste dal Comitato ai candidati sindaci, finora silenti. Uno però era presente, Andrea Picco, visto che Forum Gorizia è partecipe del Comitato fin dal suo esordio e condivide le stesse preoccupazioni  e istanze per il presente e per il futuro di questa città.

Il comunicato stampa.

28 FEBBRAIO 2017
Comitato #NoBiomasseGO: nuova segnalazione alla Procura della Repubblica sul progetto Three Shades of green. Il Comitato  rivolge  3 domande ai candidati sindaci.

Il Comitato di cittadini NoBiomasseGO, dopo aver appreso dalla stampa che la Rail Service srl sta per iniziare i lavori di costruzione della centrale a biomasse sud, ha presentato una ulteriore segnalazione alla Procura della Repubblica di Gorizia, ad integrazione della precedente consegnata alla fine del 2015.

La segnalazione prende spunto dalle proroghe richieste da Rail Service rispetto le date di inizio e fine lavori della centrale sud e della centrale nord, osservando anche che le motivazioni indicate nelle istanze di proroga non corrispondevano alle ipotesi espressamente previste dalla legge, né le rispettive proroghe concesse dal dirigente dell’Amministrazione provinciale contenevano valutazione delle motivazioni addotte, ai sensi dell’art. 3 della legge 241/1990. 

Gorizia perde ancora pezzi?



Da un comunicato ufficiale della Giunta regionale, riportato dall'Ansa, la preoccupazione: chiude lo stabilimento di Sant'Andrea dove vengono stampati il Piccolo ed  il Messaggero Veneto?


La presidente del Friuli Venezia Giulia, Debora Serracchiani, ha ricevuto a Trieste i rappresentanti sindacali della stamperia Finegil di Gorizia che hanno illustrato la loro preoccupazione per l'ipotesi che nell'ambito di una riorganizzazione territoriale il Gruppo editoriale l'Espresso possa optare per la chiusura dello stabilimento isontino. Si tratta, al momento - riferisce la Giunta regionale con un comunicato - di un'idea che non trova conferme ufficiali, ma di fronte alla quale i 14 lavoratori del centro stampa goriziano non hanno ricevuto le auspicate rassicurazioni. Serracchiani - riferisce la Giunta - ha offerto il suo impegno affinché sia fatta chiarezza e, nel caso in cui l'apprensione risultasse fondata, ha assicurato di adoperarsi per una risoluzione positiva della vicenda. I rappresentanti dei lavoratori hanno spiegato che con le rotative di Finegil Gorizia, vengono prodotte circa 80mila copie al giorno del Messaggero Veneto e de Il Piccolo, dopo che nel 2010, grazie all'impegno della Regione e del Comune di Gorizia, è stato trovato un accordo per il mantenimento e rafforzamento sul territorio delle attività industriali dell'editore dei due storici quotidiani del Friuli Venezia Giulia. All'interno dello stesso accordo, inoltre, è stato deciso di provvedere alla distribuzione di circa 2.000 copie per la comunità italiana in Slovenia e Croazia. Pertanto, qualora l'unico centro stampa del Gruppo Espresso in regione venisse dismesso, si pone anche il problema del rispetto di questo impegno. Gorizia, è stato anche ricordato, ha una posizione baricentrica rispetto a Trieste e Udine, le due città di maggiore diffusione del Piccolo e del Messaggero. Il trasferimento delle rotative in una località fuori regione comporterebbe, dunque, anche dei problemi logistici e l'effettivo rischio che il trasporto e la distribuzione dei giornali possano avvenire in maniera non uniforme o ritardata.

lunedì 27 febbraio 2017

Da oggi, on-line, le domande di contributo per commercio, turismo e servizi.



La presidente Serracchiani (che da avvocato dovrebbe essere ben avvezza all'uso dei brocardi) avrà pensato che melius abundare quam deficere, ponendo sullo stesso piano le micro e le medie imprese destinatarie dei contributi in conto capitale decisi dalla Regione un anno fa. Ma qualche dubbio su questa scelta, ahimè, si pone. 


di Marilisa Bombi

La microimpresa, (ovvero quella con un numero dei dipendenti inferiore a 10, e con fatturato annuo o con totale attivo dello stato patrimoniale annuo non superiore a 2 milioni di Euro) svolge un ruolo fondamentale nello sviluppo imprenditoriale e nella creazione di posti si lavoro. E non soltanto, quindi, rende vive le nostre città e soprattutto i centri storici. Eppure, nonostante ciò, la Regione Friuli Venezia Giulia pone, nell’agevolarne l’attività mediante la concessione di contributi,  le microimprese sullo stesso piano non soltanto delle piccole imprese (50 dipendenti e 10 milioni di euro) ma anche delle medie imprese, ovvero quelle con 250 e con fatturato annuo di 50 milioni di Euro o attivo dello stato patrimoniale di 43 milioni di Euro.

venerdì 17 febbraio 2017

Forum Gorizia: biomasse a Gorizia era questione politica prima che tecnica. Trasparenza: in questi giorni, dati ambientali inaccessibili su sito Provincia




Un comunicato di Andrea Picco per il Forum Gorizia, che è componente del comitato NoBiomasseGO fin dall'esordio, nel maggio 2015. La questione politica delle biomasse. Il problema della trasparenza dei dati della pubblica amministrazione: irragiungibile la sezione del sito della provincia dove stanno autorizzazioni e proroghe delle centrali a biomasse.  La necessità della partecipazione dei cittadini alle scelte che li riguardano.



Il fatto che il progetto noto come Three shades of green stia, secondo le notizie stampa,  per essere concretamente avviato, pone alcune questioni politiche alle quali non si può evitare di dare risposta:
quel progetto osteggiato dai cittadini perché troppo vicino alle case, all’asilo, alla ferrovia, doveva essere per forza realizzato in quell’area? I cittadini sono interlocutori della pubblica amministrazione o meri spettatori, se non addirittura soggetti contrapposti quando pretendano di avere voce in capitolo? 

Secondo il Forum Gorizia la risposta è una, e sta scritta nella Costituzione italiana, all’art.41: c’è un limite alla libertà di iniziativa privata quando questa produce una compressione dei diritti delle persone,  inclusi quelli connessi all’ambiente e alla salute pubblica. Il principio di precauzione, tanto più in assenza di dati puntuali sull’inquinamento ambientale esistente, fa il resto: e cioè impone particolari cautele, e perlomeno rende necessario che i cittadini siano coinvolti nei processi decisionali. DURANTE i processi decisionali, non in campagna elettorale e basta.

In quanto portatori di diritti diffusi e interessi soggettivi, i cittadini del Forum Gorizia hanno partecipato dell’esperienza del comitato NoBiomasseGO relativa a due impianti di trattamento rifiuti, uno dei quali classificato come industria insalubre, e due centrali alimentate a biomasse.
Oggi abbiamo scoperto di avere un nuovo problema: i dati relativi alle autorizzazioni uniche e relative proroghe sul sito dell’Amministrazione provinciale non sono più accessibili.

venerdì 10 febbraio 2017

Quanto incidono sulla salute di platani e ippocastani i lavori in Corso Italia ?






Esortazione a considerare gli alberi come esseri viventi e non semplicemente elementi di arredo urbano: un patrimonio da conservare e tutelare, anche quando si effettuano lavori invasivi senza preoccuparsi troppo delle conseguenze sugli apparati radicali. Quelli che tengono viva e in piedi una pianta.



di Giancarlo Stasi


Radice sf. Parte sotterranea della pianta, che la fissa al terreno, da cui assorbe l’acqua e i sali disciolti necessari alle funzioni fisiologiche. - …Per anal.: La parte del dente che affonda nella gengiva; (Dir – Dizionario italiano ragionato)

Mi chiedo molto spesso come mai la maggior parte delle persone dia molta importanza alle radici affondate nella gengiva e non si curi affatto delle radici di una pianta affondate nel terreno. Questo dubbio torna prepotentemente ad assillarmi ogni qual volta vedo effettuati lavori di scavo nei pressi di piante, soprattutto gli alberi.
Mi riferisco ai lavori che stanno avvenendo nel controviale di Corso Italia. Tolto l’asfalto ed i masselli di pietra che delimitano le aiuole, smaltito il primo ed addossati ai fusti degli alberi i secondi ( anche le cortecce subiscono le ingiurie dei colpi, proprio come il corpo umano), si procede con i lavori di scavo per sistemare una serie di nuovi servizi. Ad esempio nuovi pozzetti: per quale ragione scegliere di piazzarli a poca distanza dalle piante? Quali ragioni tecniche impediscono di collocarli a maggiore distanza dall’apparato radicale degli alberi?
I lavori sono effettuati adoperando attrezzature che, pur essendo di dimensioni e peso limitato, per necessità compiono numerosi spostamenti lungo l’asse, ulteriormente appesantiti dai materiali che trasportano e devono essere adoperati nei diversi punti del controviale: il risultato è un ulteriore compattamento del suolo, riducendo ulteriormente le possibilità di scambi gassosi e l'areazione delle radici ( anche loro hanno respirano, consumano ossigeno)

Questo per evidenziare che, oltre a danni diretti agli apparati radicali, che a volte sono inevitabili, si determina un ulteriore compattamento del terreno che naturalmente avrà negative influenze, sia sulla rigenerazione degli apparati radicali danneggiati, sullo sviluppo complessivo degli apparati radicali e sulla funzionalità(maggior difficoltà di respirazione radicale e di assorbimento degli elementi nutritivi)degli apparati radicali.
Ma non stiamo discutendo di radici gengivali! Allora perché darsene pena? Sono solo apparati radicali!
La tutela degli alberi è una questione economica certamente, esattamente come lo è il loro danneggiamento: basta pensare al costo della sostituzione. Ne hanno piena consapevolezza molte amministrazioni comunali. Ad esempio quella di Torino, che si è data un regolamento dei lavori pubblici nel quale si vieta che a ridosso delle alberature non si possa intervenire con macchinari: il divieto è collegato e rapportato alle dimensioni delle piante stesse.  Questo perché più una pianta è grande maggiore è lo sviluppo del suo apparto radicale. Quindi, se si vuole conservare il verde urbano rappresentato da imponenti alberi è necessario riservare loro cure particolari. Le grandi e piccole ingiurie che l’uomo attivamente produce nei confronti di questi organismi viventi li indeboliscono predisponendoli ad attacchi di parassiti che piano-piano determinano il loro declino e la loro morte.
Non interessa discutere della funzione estetica e paesaggistica?

lunedì 6 febbraio 2017

Amministrative a Gorizia. GO POSSIBILE appoggia il candidato del Forum Gorizia, Andrea Picco




La portavoce Tiziana Vuotto: Tra le priorità indicate dal gruppo, che fa riferimento a Civati, anche la "necessità di avviare un costante tavolo di confronto con le amministrazioni dei comuni di Nova Gorica e di San Pietro, coinvolgendo i rispettivi consigli comunali e i cittadini per sviluppare in modo condiviso un'economia sostenibile per l'ambiente e per le persone che valorizzi le risorse naturali e la partecipazione attiva del territorio. Pianificazione territoriale, sanità, mobilità, gestione transfrontaliera dell'Isonzo, economia circolare,  filiera corta di autoproduzione del fabbisogno alimentare comune e promozione turistica coinvolgente il comune patrimonio paesaggistico e le rispettive peculiarità storico-culturali.


Il comunicato stampa





Go Possibile appoggia il candidato Sindaco del Forum Andrea Picco:  ci sembra l'unica vera proposta politica nuova, alternativa e, soprattutto, credibile.
 Siamo ormai nel pieno della campagna elettorale per il rinnovo dell'amministrazione comunale di Gorizia. Go Possibile, uno dei duecento comitati locali di Possibile, movimento politico fondato da Giuseppe Civati nel 2015, ha deciso di appoggiare il candidato Sindaco Andrea Picco. La scelta non è casuale. Il progetto iniziato con il Forum ed ora allargato a tantissime altre persone e realtà associative goriziane, ha come obiettivo non quello di fare alleanze tra partiti ma di stabilire relazioni tra cittadini in modo tale da costruire una comunità aperta e solidale, finalmente "costituzionalmente orientata" che metta al centro del proprio obiettivo l'ambiente e i diritti, senza retorica e con grande passione civile. Sono questi i valori e i principi fondanti di Possibile che si riconosce in queste realtà sociali locali e non in un'organizzazione partitica verticistica e burocratica.

Purtroppo non possiamo fare a meno di osservare come, anche questa campagna elettorale, si presenta sin dall'inizio tutta incentrata sui giochi di potere,  sugli accordi di spartizione degli assessorati tra gli schieramenti tradizionali, quello del centro destra e quello del centro sinistra,  con il solito unico e desolante obiettivo di "occupare" gli spazi istituzionali per poi perpetrare il loro dominio sul territorio senza idee e progettualità come si addice ad una classe politica vecchia e ormai decaduta.  Questa volta addirittura ci viene da pensare che la trama della campagna elettorale sia in un certo senso già scritta: ci riferiamo a quella "sconcertante" delibera del Consiglio comunale dell'8 novembre 2016, votata trasversalmente da tutte le forze politiche e di cui nessuno parla, che di fatto ha già ipotecato il futuro prossimo di Gorizia. "Sconcertante", riteniamo sia per la tempistica, sia per i contenuti e sia per la trasversalità politica. Un documento questo che ci sembra la continuazione della politica urbanistica degli ultimi 30 anni improntata sull'edificazione, sulla cementificazione e la grande distribuzione.

mercoledì 1 febbraio 2017

Sviluppo turistico e progetto GECT Isonzo - Soča: servono maggiori garanzie di tutela ambientale/paesaggistica e eco-sostenibilità



Leggere le linee guida dell'Interreg Gect Go relativo all'Isonzo, induce una serie di riflessioni. Specializzarsi in eco – turismo, significa perseguire uno sviluppo economico quanto più possibile non invasivo, effettuare investimenti che mantengono intatto il patrimonio collettivo,  produrre ricchezza senza depredare risorse, conservare i contesti della storia e cultura locali; costituisce oggi un valore aggiunto non soltanto relativamente agli effetti futuri della tutela ambientale ma anche sul mercato turistico e nella riqualificazione sociale delle comunità. Significa anche restare Unesco - compatibili. Ma siamo sicuri che il nostro impenetrabile Gect la pensi così?


di Martina Luciani


Ho l’attitudine a considerare le parole molto importanti, marcatori indelebili. Quindi leggendo le linee guida del progetto Isonzo – Soča, sul sito del GECT, inciampo in una serie di contraddizioni, che mi piacerebbe molto qualcuno chiarisse.
Analoga richiesta di chiarezza, a scanso di equivoci pre elettorali, è già stata presentata molto tempo fa, nell’ambito delle attività del Comitato Isonzo ed anche su questo blog: lo sviluppo turistico, sul quale tutti conveniamo sia utile e necessario per il nostro territorio, deve essere contenuto nei limiti  del rispetto ecologico e paesaggistico dell’area fluviale. Ci lusinga la candidatura a sito Unesco, ma siamo sicuri di poterla mantenere?  
Specializzarsi in eco – turismo, significa perseguire uno sviluppo economico quanto più possibile non invasivo, effettuare investimenti che mantengono intatto il  patrimonio collettivo,  produrre ricchezza senza depredare risorse, conservare i contesti della storia e cultura locali; costituisce oggi un valore aggiunto non soltanto rispetto gli effetti futuri della tutela ambientale ma anche sul mercato turistico e nella riqualificazione sociale delle comunità.
Ma entriamo nel dettaglio delle preoccupazioni.

mercoledì 25 gennaio 2017

Monitoraggio atmosferico S.Andrea: bene! Ma si vorrebbe sapere perché e percome. GO POSSIBILE scrive all’Arpa FVG.


Il comitato locale di POSSIBILE ha inviato al dipartimento dell'ARPA FVG di Gorizia una richiesta d'informazioni sul laboratorio mobile per l'analisi della qualità dell'aria installato con un autocarro parcheggiato in via Trivigiano fronte civico 25 (S. Andrea). Il comunicato stampa diffuso oggi.


"Si ricorda che a fronte di diverse istanze da parte dei cittadini, dirette ai vari organi competenti (assessore regionale all'ambiente, ARPA FVG, Comune di Gorizia, Provincia di Gorizia), volte ad una effettuazione di misurazioni su larga scala del livello di inquinamento in tutte le zone di Gorizia, la risposta è stata l'eliminazione di una delle due stazioni di rilevamento di Gorizia.
In un articolo apparso sulla stampa locale il 28 giugno 2015 (Il Piccolo di Gorizia)  l'assessore regionale all'ambiente ha assicurato che “a Gorizia si respira l'aria migliore del FVG” aggiungendo di “voler smontare l'equazione secondo cui più centraline ci sono e meglio è : oggi abbiamo meno stazioni di rilevamento ma sono assai più efficienti”.
Le richieste dei cittadini erano e sono motivate dalle legittime preoccupazione degli stessi per le condizioni ambientali in cui vivono,  riguardanti gli effetti del traffico veicolare del centro città, degli insediamenti industriali d'oltre confine per la zona nord, di quelli in funzione e autorizzati nel quartiere di S. Andrea, in particolare sulla presenza e consistenza dei noti inquinanti, tra i quali gli ossidi di zolfo, il monossido di carbonio, il benzene, la formaldeide e in generale le polveri sottili (Pm 10) e le polveri fini (Pm 2,5).
 Pertanto, ben venga dunque l'installazione di una centralina mobile, anche se avremmo preferito il ripristino, almeno, della vecchia stazione rilevatrice di Lucinico. Chiediamo però il motivo e per conto di chi è stata installata e perchè solo a Sant'Andrea. Chiediamo, inoltre, che gli esiti delle analisi siano messi, in modo chiaro, comprensibile e accessibile, regolarmente a disposizione del pubblico così come previsto dalle norme sulla trasparenza e in particolare dall'art. 11 del d. lgs. 4 agosto 1999, n. 351 ("Attuazione della direttiva 96/62/CE in materia di valutazione e di gestione della qualità dell'aria ambiente").
Stefano Cosolo per GO Possibile

lunedì 23 gennaio 2017

In vista della sentenza sull'Italicum, a Roma l'assemblea nazionale dei Comitati per il NO alla riforma costituzionale

In una sala assiepata da circa 400 persone, si è svolta sabato 21 gennaio, a Roma, l'assemblea nazionale dei Comitati per il NO alla riforma Costituzionale. Alcuni stralci dalla relazione introduttiva di Domenico Gallo, la risoluzione sulla legge elettorale votata all'unanimità e qualche link per approfondire.


All'assemblea romana è stato inviato un documento dal Friuli Venezia Giulia, prodotto e condiviso dai comitati territoriali delle quattro province, inclusa quella di Gorizia, che hanno deciso di raggrupparsi in unico coordinamento regionale, aperto a associazioni, partiti e singoli cittadini.

Un bell'articolo sull'assemblea ( e sulla proposta di una petizione popolare per chiedere una legge elettorale basata su un modello proporzionale) è stato appena pubblicato da Left.
Sul sito di Jobsnews.it è stata pubblicata una risoluzione votata all'unanimità dall'assemblea nazionale. Vi si legge, tra l'altro:

La sentenza della Corte Costituzionale sulle 5 ordinanze di rimessione dei Tribunali di Messina, Torino, Perugia, Trieste e Genova dopo la discussione nella pubblica udienza del 24 gennaio prossimo non costituisce un’invasione di campo della centralità del Parlamento bicamerale plebiscitata dal popolo italiano lo scorso 4 dicembre. Non è nemmeno l’esercizio di una supplenza della politica, ma l’esercizio del suo ruolo di garante della costituzionalità delle leggi senza zone franche, come era il caso delle leggi elettorali fino alla storica sentenza n. 1/2014.


Quanto alla relazione introduttiva di Domenico Gallo, la si può leggere integralmente sul sito di Democrazia oggi.
Qualche passo dell'intervento del giudice Gallo.
"Dopo trent’anni di attacco alle regole della democrazia costituzionale da parte dei vertici del ceto politico, a cominciare dal famigerato messaggio che Cossiga inviò alle Camere il 26 giugno del 1991, dopo innumerevoli riforme che hanno sfigurato il modello di democrazia prefigurato dai Costituenti, dopo l’avvento di leggi elettorali che hanno allontanato sempre di più i cittadini dal Palazzo, dopo il fallimento nel 2006 del tentativo del governo Berlusconi di cambiare la forma di Governo e la forma di Stato, dopo una martellante campagna mediatica sviluppata senza risparmio di mezzi, il responso del popolo italiano è stato netto e definitivo: la Costituzione, nella sua impostazione fondamentale, non si tocca.
Il progetto di sostituire il cuore dell’ordinamento democratico per ridimensionare il ruolo del Parlamento e mortificare le autonomie è stato cancellato. Con esso cade anche il sistema elettorale messo in piedi per la nuova Costituzione Renzi/Boschi. L’italicum esce sconfitto dal voto popolare perché, se restano in piedi due Camere elettive, non si può avere una legge elettorale che regola l’elezione di una sola Camera. Con un solo voto sono stati cancellati due orrori.

giovedì 19 gennaio 2017

Anche da Gorizia è partita la richiesta: libertà per Chelsea Manning



di Marilisa Bombi

A maggio Chelsea Manning sarà liberata. L’annuncio arriva direttamente dal Presidente Obama. Riceviamo e quindi, con piacere, pubblichiamo la lettera ricevuta oggi e, nel nostro piccolo, siamo orgogliosi per aver contribuito alla sua anticipata liberazione.
Insomma, si parla tanto della potenza “negativa” del web. Ma quando attraverso la Rete si riescono a raggiungere questi risultati, significa che la connessione può portare anche a risultati incredibilmente positivi.
Grazie quindi, a tutti coloro i quali hanno accolto il mio appello ed hanno firmato la petizione a favore della liberazione di Chelsea.
Questo il testo del messaggio ricevuto:

La giornalista Giangravè conduce un'inchiesta sui rifiuti illegali in Sicilia: da quegli spunti nasce un romanzo, Inerti.



Presentazione del romanzo di esordio di Barbara Giangravè, con la partecipazione dell'autrice, venerdì 27 gennaio, alle 18, alla libreria Voltapagina di Gorizia.

 


Barbara Giangravè, palermitana, giornalista,
è stata insignita nel 2011 del titolo di Inspiring Woman of Italy per gli anni del suo attivismo antimafia. Il suo primo romanzo, intitolato Inerti, edito da Autodafè di Milano, nasce dal materiale raccolto per un’inchiesta da lei condotta su presunti intombamenti di rifiuti illegali in Sicilia. La fondamentale chiave di lettura dell'inchiesta venne data alla giornalista da un pentito di camorra, Carmine Schiavone:  in Sicilia i traffici illeciti di rifiuti erano cominciati ben prima che in Campania, già negli anni Settanta.
La costruzione narrativa di Inerti si regge sulla storia di Gioia, che licenziata dal lavoro lascia Palermo e torna al suo paese: lì avrà maturerà la consapevolezza che la recrudescenza di tumori tra i suoi compaesani discende dalla malefica influenza di un traffico illecito di rifiuti, dai venefici depositi che da sottoterra distruggono le vite umane. Gioia inizierà allora cercare le prove, ben nascoste dietro i muri del silenzio e della rassegnazione, nella classica situazione in cui tutto sanno tutto e tutti tacciono.  L'esperienza e la psicologia della protagonista si intrecciano strettamente con la questione delle ecomafie e della criminalità ambientale, così che questa storia tutta siciliana si amplia a considerare l'estenuante abuso che in tutto il nostro Paese viene perpetrato dal crimine organizzato sull'ambiente e sulla salute delle persone.
Il romanzo si inserisce pertanto nel solco della narrazione sociale e di denuncia, mentre numerose e lusinghiere recensioni  ne stanno accompagnando la diffusione evidenziano anche il talento narrativo dell'autrice. In attesa di incontrare Barbara Giangravè da Voltapagina consiglio di leggere una intervista pubblicata su Antimafia 2000 " Terra dei fuochi in Sicilia?"

Decima Mas ( reduci? sostenitori?) ricevuta in Comune, e installazione della Pietra d'inciampo: tutto a Gorizia, sabato 21.

Le note alla stampa di Serena Pellegrino (SI) e di Andrea Picco ( Forum Gorizia): attorno, per ora, un educato silenzio, nonostante l'annunciato presidio organizzato dall'Anpi per sabato mattina davanti al Municipio. Ma partecipare all'iniziativa dell'Anpi a titolo personale vale quanto una dichiarazione politica ufficiale? Pellegrino: no all’accoglienza nella casa comune dei cittadini ad una commemorazione che oggi esprime deviazioni neofasciste.   Picco: sollecitiamo tutte le forze politiche ad esprimere il dissenso, inaccettabile il silenzio della città Medaglia d'oro per la guerra di liberazione. 


SERENA PELLEGRINO (SI), 18 gennaio 2017 : NO ALL’ACCOGLIENZA NELLA CASA COMUNE DEI CITTADINI AD UNA COMMEMORAZIONE CHE OGGI ESPRIME DEVIAZIONI NEOFASCISTE. 
 “E’ impossibile tacere di fronte alla determinazione con cui, anche quest’anno, il 21 gennaio, l’amministrazione comunale di Gorizia si presta al coinvolgimento con le celebrazioni organizzate dall’Associazione combattenti X Mas – RSI.”
Lo dichiara la parlamentare Serena Pellegrino ( Sinistra Italiana) a proposito dell’annunciato incontro, nel Municipio di Gorizia, del sindaco con i delegati dell’ associazione combattentistica.
“ Una commemorazione ai caduti in guerra è un fatto che non intendiamo discutere. Ma quando commemorare produce letture distorte di pagine atroci della nostra Storia, sarebbe opportuno che un’amministrazione pubblica prendesse le distanze, ed evitasse di accogliere ufficialmente i delegati nella casa comune di tutti i cittadini : il significato della celebrazione di quanto avvenuto a Tarnova della Selva  esprime oggi deviazioni neofasciste, per nulla celate.”
“Una città come Gorizia – conclude l’on.Pellegrino - che così tanto ha patito e pagato alla follia fascista e nazista, Medaglia d’oro per la guerra di liberazione, meriterebbe ben altra metabolizzazione degli eventi storici che hanno straziato in maniera indelebile le sue memorie e prodotto lacerazioni culturali e della compagine sociale nemmeno oggi del tutto sanate.”

ANDREA PICCO (FORUM GORIZIA), 19 gennaio 2017: SOLLECITIAMO TUTTE LE FORZE POLITICHE AD ESPRIMERE IL DISSENSO, LA CITTA' NON PUO ACCETTARE IL SILENZIO SU SCELTA DEL SINDACO
Andrea Picco, candidato sindaco del Forum alla prossime amministrative, annuncia in una nota la partecipazione del Forum Gorizia, sabato 21 Gennaio alle ore 10, al presidio antifascista “No ai fascisti della Decima Mas”, in concomitanza con il ricevimento dei rappresentanti dell’Associazione combattentistica in Comune dal parte del Sindaco.
“Sembra incredibile, ma ancora nel 2017 il Primo Cittadino di una Città medaglia d’oro della Resistenza accoglierà in Comune i rappresentanti di una formazione della Repubblica sociale italiana che ha combattuto nelle nostre terre al fianco dei nazisti fino al gennaio del 1945”, dice Picco, “e poco importa se delegherà l’incombenza al malcapitato Vicesindaco. Ma l’incredulità diventa paradosso se si pensa che il giorno stesso, alle 16, avrà luogo la deposizione di una pietra d’inciampo in Corso Italia in memoria di Anna Paola Luzzatto, arrestata dai nazisti il 23 novembre 1943 e assassinata nel campo di concentramento di Auschwitz. La presenza dell’Amministrazione ad entrambe le manifestazioni avrebbe dell’imbarazzante.Attraverso il suo candidato, il Forum Gorizia sollecita tutte le forze politiche che compongono il consiglio comunale e i candidati sindaci della prossima tornata elettorale ad esprimere pubblicamente il loro dissenso per quest’iniziativa dell’Amministrazione, che fatica a prendere le distanze da tutto ciò che riguarda il fascismo, del secondo o del terzo millennio: non si può dimenticare il “saluto Romano” , ossia il benvenuto in città ai militanti di Casapound dell’assessore Romano, direttamente dal loro palco, lo scorso anno.”