mercoledì 26 aprile 2017

NOBIOMASSEGO.Memorandum per la campagna elettorale: gli articoli della Costituzione italiana che inquadrano il problema.



Avere la Costituzione italiana sempre presente anche in una campagna elettorale è una scelta molto trendly.
Anche trasformare il Comune nella sede applicativa dei principi fondanti la nostra Repubblica potrebbe essere una garanzia, se la proposta fosse certificata.
Succede invece che  i numeri, quelli degli articoli della Carta, escano a casaccio, in particolare  quelli che riguardano la questione biomasse in mezzo alla città di Gorizia.Petizione di Change.org su biomasse. 

 




di Martina Luciani

Bisogna riconoscere che tra i meriti della campagna referendaria contro la riforma costituzionale  c’è anche quello di aver originato una autentica renaissaince costituzionalistica:  ora, stemperata non senza ipocrisie la contrapposizione,  ci si ritrova nuovamente a sentire molti elogi alla Costituzione più bella del mondo anche da parte di chi in campagna referendaria non si è mai visto o di chi propugnava il balzo evoluzionistico inventato dal duo Renzi-Boschi.
 
La raccomandazione ai neocostituzionalisti in corsa è ricordarsi di quel meccanismo noto come “ combinato disposto”, cioè l’intersecarsi e interagire dei contenuti e degli effetti delle norme. Quindi, quando si evoca la Costituzione, bisogna farlo controllando se il proprio pedigree è certificabile dal punto di vista della coerenza, pratica e pregressa, al dettato costituzionale.
Il caso che ci interessa, e che interessa la campagna elettorale goriziana, è quello degli articoli 2, 3, 9, 32, 41. L’energia ( eccezionale) di queste norme, singolarmente prese e in armoniosa compenetrazione tra loro, non era percepibile fino allo scatenarsi della campagna elettorale: ora sembra rianimata e brilla di nuovo splendore. Ma, come senza malizia dicevo prima, i cittadini, e coloro che al loro fianco si sono schierati, collezionano pedigree, ed ora li stanno confrontando.

 In una petizione appena lanciata, che vi invitiamo a firmare su Change.org, con il titolo  NO BIOMASSE IN ITALIA, BASTA INCENTIVI ESPECULAZIONI PRIMA CHE SIA TROPPO TARDI, rivolta al presidente del Consiglio Gentiloni, il combinato disposto di alcuni principi costituzionali in relazione alla questione delle biomasse è elencato chiaramente.

La petizione chiede l'abolizione degli incentivi a favore delle biomasse e la revisione dell’art.12 Decreto Legislativo 29 dicembre 2003, relativo alla promozione dell'energia elettrica prodotta da fonti energetiche rinnovabili nel mercato interno dell'elettricità.

martedì 25 aprile 2017

Da Gorizia per partecipare al “Percorso lungo la rete” a Ljubljana, iniziativa di Adriatic GreenNet e Anpi Gorizia.






Partirà il 6 maggio, dalla Transalpina verso la capitale slovena, l’autobus dei partecipanti alla manifestazione “Pot ob žici”, collettiva camminata della memoria, programmata nel fine settima più prossimo al 9 maggio, celebrazione della liberazione di Ljubljana dagli occupanti fascisti e nazisti.



 

Il "Percorso della memoria e della solidarietà", o "Percorso lungo la rete", si snoda per 32,5km attorno alla città di Ljubljana, lungo il tracciato della recinzione con filo spinato realizzata dall'esercito italiano nei primi mesi del 1942 , durante l’occupazione della cosiddetta Provincia di Lubiana, al fine di contrastare le azioni della resistenza antifascista, controllare i movimenti della popolazione slovena e organizzare i rastrellamenti della cittadinanza. La città divenne una sorta di enorme "campo di concentramento". Il percorso, attrezzato e ricco di documentazione, attorno a Ljubljana è considerato oggi uno dei più significativi monumenti all’antifascismo europeo.

Adriatic Greenet – onlus, network internazionale e ANPI di Gorizia organizzano per il 6 maggio prossimo la partecipazione alla manifestazione “Pot ob žici”, collettiva camminata, o biciclettata, programmata nel fine settima più prossimo al 9 maggio, celebrazione della liberazione di Ljubljana.
Il programma della giornata prevede la partenza in autobus, dal piazzale della Transalpina tra Gorizia e Nova Gorica, alle 7.00, e il ritorno alle 20.30.
Giunti al check point 1, i partecipanti si divideranno in due gruppi:  uno formato da quelli che hanno la possibilità e voglia di fare tutto il percorso (circa 7h camminando con un buon passo, molto meno correndo a piedi o in bicicletta) e l'altro per chi preferisce un tratto più breve, di circa 5km, adatto a tutti, fino al check-point  2, nei pressi del Parco "Tivoli".

Immigrazione, le teorie elettorali e i dati di fatto. Andrea Picco fornisce notizie sui 145.500 euro incassati del Comune grazie ai migranti e spiega il programma del Forum Gorizia



Ci sono  modi completamente diversi di affrontare la questione della presenza e della gestione dei richiedenti asilo in città: oltre al solito dibattito  ( come quello dei candidati Ziberna e Collini), ci sono, seppur discretamente messe a lato, le informazioni del Forum Gorizia, commentate da Andrea Picco: senza aver attivato politiche efficaci per l'accoglienza e l'integrazione, anzi avendo operato "contro" in tutti i modi possibili, arrivano nelle casse comunali 145.500 euro.  Una intervista per comprendere il programma del Forum Gorizia in tema immigrazioni.



di Martina Luciani

Sul blog del Forum Gorizia il comunicato stampa di Andrea Picco,  ripreso oggi dal Messaggero Veneto purtroppo come notizia secondaria al dibattito elettorale, nel quale sono illustrati i meccanismi del cospicuo contributo per sostenere gli oneri nell'accoglienza dei migranti.

La domanda più ovvia è dove andrà a finire l'importo erogato al Comune di Gorizia dal Ministero dell'Interno, per mezzo del Fondo nazionale "Immigrazione, accoglienza e garanzia dei diritti" - programma Flussi migratori?  
PICCO: Al momento non è dato di sapere, non ci pare che l'importo sia vincolato a una sorta di " reinvestimento" o a copertura di specifiche spese sostenute. 
Esistesse già quell'Ufficio immigrazione che il Forum Gorizia propone nel suo programma elettorale quale snodo per la gestione dei richiedenti asilo e relative necessità da parte dell'Amministrazione comunale, quella sarebbe la corretta destinazione.

Qual'è l'elaborazione del Forum Gorizia sulla questione migrazioni?

PICCO: " Partiamo dal fatto che tanto l'accoglienza quanto l'integrazione sono previste dalle leggi vigenti, e che il richiedente asilo non è in attesa di una benevola concessione ma del riconoscimento di uno stato che sussiste o meno in presenza di determinate condizioni.  E aggiungiamo la considerazione che i fenomeni migratori sono in atto da moltissimo tempo, a livello globale nel mondo, che si stanno accentuando a causa dei conflitti, dell'ingiustizia sociale ed economica e dei cambiamenti climatici che rendono impossibile a intere popolazioni vivere nella loro terra. Nessun muro li fermerà, non è mai accaduto: semmai i muri peggioreranno la situazione.  Certamente  esistono dei problemi nell'armonizzare all'interno di una città la presenza dei profughi, ma immaginarci come Lampedusa è veramente ridicolo e ingiusto.

Qual è l'esperienza e il ruolo del Forum Gorizia da quando anche la nostra città ha dovuto affrontare il flusso dei richiedneti asilo?

PICCO. In prima fila, in nome dell'uomo, che lo si intenda laicamente o cristianamente è sempre la stesso uomoRicordo la partecipazione del Forum nelle attività che hanno letteralmente sostituito, nelle fasi dell'autentica emergenza, i soggetti pubblici nelle iniziative dirette a dare ricovero e protezione ai richiedenti asilo. La sede di via Ascoli ne ha accolti a decine ,mentre partecipavamo politicamente alla corale pressione sulle istituzioni perchè si trovassero soluzioni rispettose dei diritti umani e delle leggi. Il volontariato ci ha impegnato e impegna tuttora, senza clamori e con perseveranza: nei confronti dei richiedenti asilo tanto quanto verso i concittadini in situazioni di disagio e abbandono.
Abbiamo capito che dei richiedenti asilo  si diffida soprattutto perchè i cittadini hanno la percezione di essere trascurati e disattesi nei loro fondamentali diritti e necessità e sanno inconsciamente che non è per nulla escluso tocchi anche a noi di ritrovarci ( nuovamente) nelle loro stesse condizioni: profughi in fuga dalla guerra alla ricerca di un luogo sicuro dove poter vivere con dignità, pace e giustizia. Il richiedente asilo è diventato un capro espiatorio, il pagatore di tutti i nostri conti in sospeso e la rappresentazione delle nostre paure, nemmeno ingiustificate purtroppo."

Nell'esasperata questione elettorale sulle scelte politiche in materia di immigrazione, il Forum dove si colloca?

PICCO: "Non è questione di scegliere con chi stare, l'imperativo è lavorare per risolvere i problemi di tutti, nessuno escluso. Possiamo usare ognuna delle crisi che ci minacciano per determinare una profonda evoluzione culturale e politica, poi economica e sociale: e progredire insieme, un passo alla volta, agendo localmente e pensando globalmente per assicurare dignità e benessere a ogni persona. Impossibile intraprendere questo percorso sulle basi impostate da questa Giunta, che ha alimentato contrapposizione, ostilità e paura, senza avere alcuna possibilità di limitare effettivamente gli arrivi dei richiedenti asilo a Gorizia: non sono le barricate ideologiche locali a fermare fenomeni che travalicano i confini nazionali ed europei. E' bene inoltre che si sappia che a Gorizia sono presenti molti più richiedenti asilo di quanti ce ne sarebbero se il Comune si fosse organizzato al meglio entro il sistema SPRAR, che avrebbe fissato quote massime oggi non rivendicabili nemmeno quando la Prefettura attiva convenzioni da 100 posti e oltre.
Il mantra " prima i Goriziani" è nei fatti miserevolmente fallito: in questi anni di pessima gestione ed in cambio della pessima gestione e dell'aver dispensato umiliazione e sofferenza a tanti profughi, quali vantaggi sono stati assicurati ai cittadini nell'ambito del welfare, della sanità, dell'ascolto del disagio, delle istanze di maggiori tutele ambientali, della ricostruzione dei legami sociali di prossimità e della partecipazione collettiva ?

Il progetto specifico del Forum per Gorizia per la futura amministrazione comunale?

PICCO: Il Comune non è un tifoso degli uni o degli altri, rappresenta tutti e deve avere un ruolo  nel determinare politiche attive per rendere la situazione dei flussi migratori gestibile secondo le indicazioni della Costituzione, dei Trattati internazionali e delle prescrizioni di legge. Per questo prevediamo un'articolazione dei servizi comunali, che utilizzi specifiche professionalità e competenze ( anche questo è lavoro, specializzato) e che sia coordinata con gli altri servizi comunali. Un ufficio dalle pareti trasparenti come il cristallo, snodo tecnico dove si intefaccino gli enti pubblici coinvolti, il volontariato, istituzionale e spontaneo, ed i cittadini.
Attraverso questo ufficio  si gestirà lo SPRAR , si attiveranno soluzioni coordinate ai  problemi, si organizzeranno le iniziative utili a migliorare i contesti dell'accoglienza, a beneficio tanto dei richiedenti asilo quanto dei goriziani, si favoriranno e struttureranno le occasioni per la reciproca conoscenza e integrazione, anche offrendo sostegno organizzativo ed economico alle attività del volontariato sociale, finora elemento sostanziale per evitare il collasso del sistema locale ma mai realmente coordinate e valorizzate.






venerdì 21 aprile 2017

Non facciamoci fregare! Latte e formaggi in Italia: origine in etichetta obbligatoria dal 19 aprile su tutte le confezioni.



Dal 19 aprile su tutte le confezioni di latte e relativi derivati, sia esso vaccino, ovicaprino, bufalino e di altra origine animale,obbligatorie le etichette trasparenti, ovvero chiare, nel senso che deve essere riportata l'indicazione dell'origine.



di Marilisa Bombi

“Noi siamo quello che mangiamo” diceva il filosofo Ludwig Feuerbach. Ciò che viene introdotto nel nostro organismo non influenza soltanto il corpo, ma anche i processi energetici, psicologici e spirituali. Migliorare l’alimentazione può quindi migliorare la vita”. Ed allora, anche se sono in molti a sostenere che latte e formaggi non fanno bene alla salute, se proprio non possiamo farne a meno, cerchiamo si sapere, perlomeno, che cosa abbiamo deciso di mangiare. Il che non è certamente poco!

Il nuovo sistema delineato in Italia rappresenta una vera e propria sperimentazione e consente di indicare con chiarezza ai consumatori la provenienza delle materie prime di molti prodotti come il latte UHT, il burro, lo yogurt, la mozzarella, i formaggi e i latticini. "Vogliamo garantire – ha dichiarato il Ministro - la massima tutela e trasparenza per consumatori e produttori. Con la sperimentazione dell'origine in etichetta, infatti, chi acquista potrà scegliere in modo informato e consapevole il Made in Italy. Si tratta di una svolta storica che consente un rapporto nuovo tra gli allevatori, i produttori e i consumatori." "L'Italia - conclude il Ministro - continuerà a spingere perché questo modello si affermi a livello europeo e per tutte le produzioni agroalimentari, perché è una chiave decisiva per la competitività e la distintivita' dei modelli agricoli."

Cosa cambia
A seguito di un decreto ministeriale del dicembre scorso e che è entrato in vigore il giorno 19 aprile, le diciture utilizzate dovranno essere le seguenti: "Paese di mungitura: nome del Paese nel quale è stato munto il latte"; e "Paese di condizionamento o trasformazione: nome del Paese in cui il prodotto è stato condizionato o trasformato il latte".
Qualora il latte o il latte utilizzato come ingrediente nei prodotti lattiero-caseari, sia stato munto, confezionato e trasformato, nello stesso Paese, l'indicazione di origine può essere assolta con l'utilizzo di una sola dicitura: ad esempio "ORIGINE DEL LATTE: ITALIA".
Se le fasi di confezionamento e trasformazione avvengono nel territorio di più Paesi, diversi dall'Italia, possono essere utilizzate, a seconda della provenienza, le seguenti diciture:
- latte di Paesi UE: se la mungitura avviene in uno o più Paesi europei;
- latte condizionato o trasformato in Paesi UE: se queste fasi avvengono in uno o più Paesi europei.
Se le operazioni avvengono al di fuori dell'Unione europea, verrà usata la dicitura "Paesi non UE".
Sono esclusi solo i prodotti Dop e Igp che hanno già disciplinari relativi anche all'origine e il latte fresco già tracciato.
Insomma, produttori e commercianti hanno avuto tutto il tempo per adeguarsi alle nuove disposizioni. E, di conseguenza, chi trova etichette non a norma, (fatte salve le eccezioni chiaramente illustrate nella circolare) non deve farsi alcun scrupolo di coscienza, nel rivolgersi a polizia o carabinieri per segnalare le illegittimità riscontrate. Perché, alla fin fine, la salute è tutto!