Aldevis Tibaldi, in una nota di Comitato per la vita del Friuli rurale, analizza nell'attuale andazzo dell'informazione i "segnali inconfondibili che a lungo andare procurano danni incalcolabili alla tenuta della democrazia. Danni che inevitabilmente si riflettono nella galoppante diserzione dalle elezioni, dai sindacati e da tutto ciò che rappresenta la coesione sociale." E dice la sua anche su collegi elettorali e su Piano tutela acque.
Scrive Tibaldi, nel comunicato del 12 luglio 15:
" Oggi a tenere a bada il malumore e le sofferenze della gente ci sono i giornali di regime con i loro triccheballacche dove i martelletti, ricchi di sonagli e campanellini moltiplicano il frastuono, sicché le notizie -anche le più odiose- giungono coperte e quasi indecifrabili. Mentre la scure del giudizio morale si abbatte sugli indifendibili e su qualche facile capro espiatorio non in linea con il pensiero dominante, i fatti spiacevoli passano sotto silenzio e chi ha orecchie da intendere si allinea o, peggio, si fa più realista del re."
Come affronteranno i giornali di regime quello che Tibaldi stigmatizza come " un nuovo faticoso anno di complice sostegno al potere?