lunedì 20 ottobre 2014

Sabato apertura straordinaria di villa Louise. Iniziativa della Regione, con l'auspicio di un maggior controllo sulle Fondazioni


Uno dei gioielli dimenticati di Gorizia grazie al FAI punta a diventare uno dei “Luoghi del Cuore” da salvare. Novità per la Fondazione Coronini: le scelte rilevanti devono passare al vaglio della Commissione cultura del Consiglio comunale. 



di Marilisa Bombi

Sabato 25 ottobre, dalle 9 alle 14, sarà possibile visitare Villa Louise, storica dimora goriziana che fu per anni residenza principale dei conti Coronini che l’avevano ereditata nel 1912 dall’ultima discendente della famiglia Smart Löhneysen. E intanto, anche la Regione si muove: Villa Louise è stata individuata – con il Castello e il Parco di Miramare e Villa Manin di Passariano – tra gli attrattori culturali sui quali investire nell’ambito della Programmazione Ue 2014-2020. La notizia è stata data in occasione della conferenza stampa indetta alla presenza di uno sconsolato sindaco che, riguardo la Fondazione dallo stesso presieduta ha un bel po’ di gatte da pelare, anche se, in futuro, la responsabilità delle scelte del Curatorio sarà plasmata dalla Commissione consiliare cultura. Ciò in relazione al fatto che nell’ultima riunione del Consiglio comunale è stato approvato un ordine del giorno il quale prevede il passaggio in Commissione delle scelte rilevanti della Fondazione, così come espressamente voluto dal conte Guglielmo e recepito nall’ultimo articolo, il 22, dello statuto della Fondazione. I problemi sul tappeto sono tanti a partire dallo stato di degrado degli immobili anche se buone prospettive, a questo proposito, sono in vista. La Regione, su iniziativa dell ’ assessore alla cultura Gianni Torrenti, infatti, ha inteso inserire Villa Louise nel terzetto di « contenitori culturali » che rientreranno nell ‘accordo quadro per il recupero e la valorizzazione di attrattori culturali regionali , ed inserito nella programmazione dei fondi strutturali europei 2014 - 2020. « Il progetto centra un punto fondamentale – ha detto il presidente della Fondazione Coronini - Cronberg, Ettore Romoli - , che non è soltanto quello del recupero, quanto piuttosto quello della destinazione d’uso di Villa Louise » . Che, secondo l’iniziativa della Regione, dovrebbe diventare un incubatore di imprese culturali con la possibilità di individuare anche delle aree da destinare a residenze per artisti. Il progetto prevede a monte il recupero dell’ immobile e dell’ ampio parco retrostante.

Sta di fatto che, a prescindere da questa encomiabile iniziativa, va rilevato che anche la Regione Friuli Venezia Giulia dovrebbe svolgere una seria attività di controllo sulle fondazioni riconosciute, così come ha già disposto la Regione Veneto.
Tale controllo, qualora fosse stato effettuato, avrebbe certamente impedito una gestione incompatibile con le volontà della famiglia Coronini, a partire dall’insignificante logo che la Fondazione usa in spregio allo stemma nobiliare della Casata che molto meglio avrebbe rappresentato lo straordinario patrimonio affidato alla Comunità. A tale proposito si auspica perlomeno una riconsiderazione della composizione dell’attuale Collegio dei revisori da parte dei soggetti proponenti, prima che la deriva in cui la Fondazione sta precipitando diventi inarrestabile.

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