martedì 25 giugno 2019

PIANO REGOLATORE GENERALE COMUNALE DI GORIZIA: facciamo un po' di chiarezza. Anche sulla riapertura di galleria Bombi.


Il Comune di Gorizia, il 12 giugno 2019 ha assegnato,a trattativa diretta, all’Istituto di Sociologia Internazionale di Gorizia (ISIG),la redazione di uno “Studio socio-economico territoriale propedeutico alla revisione dello strumento urbanistico generale in un’ottica di sviluppo strategico della città di Gorizia”, stabilendo il termine del 30 giugno per la presentazione dell’offerta. Per lo svolgimento dell’incarico sono previsti 255 giorni, suddivisi in tre fasi: sicuramente non avremo i “risultati attesi” prima della fine di luglio 2020. Considerato che il mandato dell'attuale sindaco scadrà nel 2022, e che realizzare un PRGC in meno di tre anni è impresa da supereroi, è ragionevole concludere che questa amministrazione non ce la farà. 



di Sergio Pratali Maffei


Visto che da parte del sindaco Ziberna si ripetono quasi quotidianamente roboanti dichiarazioni relative alla imminente revisione del Piano Regolatore Generale Comunale (o al suo rinnovo, non è dato sapere), cerchiamo di fare un po’ di chiarezza, il più possibile oggettiva, degli atti ufficiali che riguardano questo tema.

Anche perché, altrettanto quotidianamente, sindaco e giunta demandano tutti gli altri atti relativi al governo della città, attesi da anni, come piano del traffico o di zonizzazione acustica, all’approvazione dello stesso nuovo PRGC.



Dunque il piano vigente, come noto, risale al 2001 e si fonda su analisi e studi condotti tra il 1996 e il 1997. Risale, in altre parole, a un’altra epoca, e su questa considerazione pare che tutti concordino, senza eccezioni.

C’è però un documento, precedente a tale piano, che vale la pena di richiamare in quanto definisce le regole alle quali si deve attenere il principale organo di gestione amministrativa della nostra comunità, ovvero lo Statuto Comunale.

In tale documento, che risale al 1996, si trovano, al titolo VII, le norme che regolano gli “Istituti di partecipazione popolare”, che non ci risulta siano mai state applicate (per oltre due decenni) nonostante le ripetute dichiarazioni di disponibilità da parte di Sindaci e Assessori, rimaste però senza alcun seguito.

Basti pensare, in tal senso, alla recente vicenda delle petizioni popolari su industrie insalubri e adozione piano zonizzazione acustica, e alla mancata (prima), tardiva e sbrigativa (dopo) discussione in Consiglio Comunale.



Ma torniamo al PRGC, o meglio alla volontà di rivederlo espressa dal Sindaco Ziberna.

Nel luglio del 2016 (Sindaco Romoli) viene redatto un documento, a firma dell’allora Assessore Pettarin, che definisce le “direttive per una variante strutturale e ricognitiva”, peraltro molto sintetica e generica, delle quali richiamiamo due passaggi.


Il primo è la considerazione che “per migliorare la vivibilità di Gorizia è dunque fondamentale per gli amministratori stessi aggiornare il proprio bagaglio d’idee e di strumenti per rispondere ai nuovi e diversi bisogni”.
È
anche per questa ragione che abbiamo ritenuto opportuno avviare un percorso, denominato Gorizia 2.0, di conoscenza condivisa invitando a Gorizia alcuni tra i maggiori esperti, nei settori della pianificazione e dell’urbanistica, che operano nella nostra regione.


Il secondo punto riguarda due spunti (sui tre presenti) “utili ad una riflessione orientata all’azione progettuale”, ovvero il “recupero della propria identità” e la “partecipazione dei cittadini alle visioni del futuro della città ed alle scelte di attuazione del Piano”. Spunti certamente condivisibili anche se ancora troppo generici per risultare ineludibili e determinanti.



Dopo 4 mesi (quattro), l’8 novembre 2016, a pochi mesi dalla fine del mandato, il documento approda in Consiglio Comunale per l’approvazione (29 favorevoli, 1 contrario e 6 astenuti).
Dell’ampio e interessante dibattito, facilmente reperibile, riportiamo due stralci significativi.
“Il Consigliere Oreti (…) si dichiara stupito della velocità con cui il documento è approdato in Consiglio (4 mesi!, sic), senza che vi sia stata un’approfondita fase di sviluppo che, di fatto, ha impedito che l’atto avesse più anima”.
Mentre l’Assessore Pettarin specifica che “quello in trattazione non è il Piano del Commercio e non è il PRGC ma una variante strutturale, sicuramente molto importante”, e che “il predetto Piano è da considerarsi più che vecchio: sarà compito della prossima Amministrazione provvedere in merito”.

Ma come vedremo più avanti, giunta ormai a quasi metà mandato, quella “prossima Amministrazione”, ovvero quella attuale, non ha più il tempo sufficiente per “provvedere”. Non esiste infatti un precedente, in tutta la Regione, di un PRGC avviato e approvato in soli 3 anni. E del resto, come lamentava Oreti, anche solo 4 mesi per approvare un documento di 12 pagine e privo di allegati, quali sono le direttive richiamate a firma di Pettarin, sarebbero troppo pochi!



Nel frattempo il vecchio PRGC viene travolto e stravolto da una serie di varianti, fino alla n. 41, di recente adozione. È questa una variante omnibus, non certo organica o prodromica a una nuova, o quantomeno aggiornata, visione della città. In essa vengono compresi elementi eterogenei e puntuali, tanto da richiedere un suo “spacchettamento”, in occasione della sua adozione, e ben 24 votazioni preliminari, con 5 respingimenti, prima della sua approvazione finale in Consiglio Comunale, avvenuta peraltro all’unanimità.



Ma veniamo all’attuale Amministrazione, insediatasi, come noto, il 4 luglio 2017.
L’unico atto ufficiale prodotto in due anni dalla Giunta è un atto di indirizzo, del 21 marzo 2019, denominato “Revisione del PRGC vigente”, nel quale si legge che la “Giunta comunale, ritenendo improrogabile l’attivazione dell’avvio del procedimento di revisione del vigente PRG, intende procedere alla revisione delle direttive formulate nel 2016 ponendo in essere una fase preventiva di individuazione e consultazione degli stakeholders da coinvolgere nel progetto di revisione del Piano Regolatore Generale accano ad uno studio socio-economico e territoriale di contesto capace di individuare gli scenari più plausibile per la realtà territoriale per il prossimo futuro”.



A questo atto di indirizzo segue, il 12 giugno 2019, e quindi dopo tre mesi, la determinazione del Dirigente del Settore Tutela dell’Ambiente, Pianificazione Urbanistica ed Edilizia Privata, ing. Gardin, che di fatto assegna, a trattativa diretta, all’Istituto di Sociologia Internazionale di Gorizia (ISIG), la redazione di uno “Studio socio-economico territoriale propedeutico alla revisione dello strumento urbanistico generali in un’ottica di sviluppo strategico della città di Gorizia”, stabilendo il termine del 30 giugno per la presentazione dell’offerta.
Tenendo conto che per lo svolgimento dell’incarico sono previsti 255 giorni, suddivisi in tre fasi intervallate “dall’approvazione da parte della Stazione appaltante), non avremo i “risultati attesi” prima della fine di luglio 2020.



Questi, al di là di tutte le dichiarazioni di Sindaco e Assessori vari, sono gli atti e le relative tempistiche, che chiunque può facilmente controllare consultando i documenti disponibili on-line.



Mi si consenta, in chiusura, una piccola apparente digressione, che riguarda un’altra serie di atti e alle loro relative tempistiche, ovvero il caso della “riapertura al traffico veicolare della galleria Bombi”.


Tutto parte dal Documento Unico di Programmazione 2018-2020, approvato in Consiglio Comunale il 5 aprile 2018.
In tale documento, di 132 pagine, la galleria Bombi è citata due volte: nella presentazione, a firma del sindaco, dove si legge che la riapertura “al traffico di Galleria Bombi” risulterebbe tra “i tanti e importanti interventi in programma”; nella relazione dell’assessora Bellan, dove si dice che “saranno effettuati alcuni lavori per la riapertura a senso unico della Galleria Bombi al traffico veicolare, creando un accesso diretto al cuore storico di Gorizia a alle zone riservate ai parcheggi”.
Questo anche se poi nel Programma triennale di Lavori Pubblici, approvato nella stessa seduta, non se ne trova traccia; così come non si trova traccia della galleria nella discussione svolta in Consiglio Comunale (che peraltro ha approvato il DUP con 24 voti favorevoli e 14 contrari, oltre all’astensione di Zotti).

A tale atto segue, il 12 settembre, l’affidamento diretto all’ing. Novarin di Udine dello studio di fattibilità, per un importo complessivo di euro 8.881,60.
Lo studio di fattibilità viene presentato il 20 dicembre e approvato all’unanimità dalla Giunta Comunale il 2 maggio 2019, Giunta che contestualmente dà mandato al Dirigente di procedere con l’ulteriore fase di progettazione definitiva-esecutiva, dando atto che “a carico dell’anno 2020 sono iscritte le risorse finanziarie per la realizzazione dei lavori con uno stanziamento di totali € 550.000 (composto da € 250.000 di fondi UTI e € 300.000 di fondi comunali).
Con incredibile celerità segue la determinazione del Dirigente, in data 10 maggio, che affida allo stesso ing Novarin la redazione della progettazione definitiva-esecutiva per un compenso lordo pari a € 34.041,33.

Certo che quando si vuole e si hanno le idee chiare

arch. Sergio Pratali Maffei, Ph.D.
professore associato di restauro
Dipartimento di Ingegneria e Architettura
Università degli Studi di Trieste
Polo di Gorizia

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