lunedì 27 ottobre 2014

Rigassificatore Smart Gas di Monfalcone e CGIL del FVG: Aldevis Tibaldi interpreta la scena in atto, coprotagonisti i vertici politici in carica.

Il leader del Comitato per la Vita del Friuli rurale, Aldevis Tibaldi,  commenta in un comunicato stampa la posizione assunta dalla CGIL, nel recente convegno udinese sull'energia,  a fianco della presidente della Regione Serracchiani e dell'assessore all'ambiente Vito: inquietante analisi del sindacato che ha sacrificato "l'autonomia di giudizio ed ogni capacità propositiva". Sullo sfondo, come sostiene Tibaldi, di un piano energetico regionale che " latita da troppi anni per non capire che si tratta di un fatto premeditato" e della riproposizione dello "stesso modello di sviluppo che ci ha precipitati nella crisi più nera..."



Scrive Aldevis Tibaldi: " Se il vertice della Regione ha tradito la specialità in ossequio al pensiero unico di Renzi, la CGIL regionale è rimasta aggrappata agli industriali e all'idea di uno sviluppo ad ogni costo."
E precisa: "Sin dal primo momento il vertice della CGIL regionale si è mosso come un supporter della Serracchiani e, come tale, ha finito per sacrificare l'autonomia di giudizio ed ogni capacità propositiva.
Quando poi, la politica regionale si è fatta via via più più reazionaria e subordinata agli interessi egemonici di un governo centrale ostile ad ogni forma di decentramento, il sindacato non si è mosso, anzi ha continuato ad osannare la governante quasi fosse la santa protettrice dei nostri destini: non certo la fredda protagonista della propria, personale carriera politica. Tutto ciò nonostante il piano eversivo covato nel segreto del Nazzareno; piano al cui cospetto la legge truffa che nel 53 aveva portato milioni di lavoratori nelle piazze sembra uno scherzo da educande. Poi, una volta sferrato l'attacco all'articolo 18 per arruffianarsi gli industriali, ecco finalmente la levata di scudi contro Renzi, ma non contro la governante, proprio come un marito cornificato che, trovata la moglie a letto con l'amante, finisce per non prendersela più di tanto, così da non dover ammettere di averlo saputo da sempre e, soprattutto, per non mettersi in discussione.
Così, mentre il vertice regionale della CGIL si vede costretto a partire per Roma con bandiere e trombette per mettere in discussione il bullismo e la politica antioperaista di Renzi, la Serracchiani continua a imperversare sulle testate nazionali dando ultimatum a destra e a manca, conditi con l'incontestata millanteria che grazie a lei la nostra Regione era un vero e proprio Eden.
Intanto in questo Paradiso Terrestre dove il dibattito è stato soffocato ad arte con il fattivo contributo dei tengofamiglia, nel complice silenzio dei fraccabottoni e di una opposizione in stato precomatoso e dove la partecipazione langue nei bar di Piazza Oberdan, un nuovo fatidico capitolo si è aggiunto al libro dei misfatti della politica energetica regionale. Dopo settimane di annunci e di ripetute conferenze autocelebrative condite dalla smisurata presunzione che il Piano Regionale dell'Energia fosse alle porte, ben presto ci siamo convinti che dietro la gran cassa altro non ci poteva essere che il bisogno di coprire l'ennesima furbata. Conoscendo le abitudini dei nostri polli, ci siamo subito convinti che tutto quel rumore per nulla non poteva che preludere alla necessità di giustificare una deroga, ovvero di lasciar scappare una vacca a ragion veduta, quando la stalla era quasi pronta.
A quel punto si trattava di organizzare la sceneggiata in un luogo amico, fra compagni fidati, dove nessuno avrebbe osato contraddire le sparate di un assessore all'energia che per sagacia e competenza scientifica ci viene invidiato dal mondo intero. Coperto dal silenzio stampa e dalla indolenza che caratterizza il lunedì mattina udinesi, ecco dunque la CGIL aprire le porte ad un convegnuncolo sull'energia, non certo sull'energia del sindacato. Chi meglio della CGIL poteva dire la sua dopo lo strabiliante sostegno conferito all'elettrodotto Redipuglia Udine ovest e al ricatto occupazionale che lo aveva preceduto? Chi dunque poteva vantare migliori credenziali di un sindacato che non aveva preteso l'interramento della linea, quando gli stessi compagni del Piemonte lo avevano fatto? Pochi e selezionati gli ospiti e fra questi non a caso i massimi rappresentanti dell'ERA, ancora increduli di essersi pappati l'ACEGAS e l'AMGA senza troppi incomodi. Una presenza dovuta e riconoscente la loro: forse nemmeno disinteressata.
Come ogni soldatino che si rispetti, Sara Vito è andata a dire che il piccolo rigassificatore di Monfalcone s'ha da fare, che crea sviluppo e come dire di no ad un imprenditore che nelle sue apparizioni mediatiche si rappresenta accanto al nume tutelare di Matteo Renzi? Ma il bello è che è andata a dirlo per mettere le mani avanti, con la scorrettezza di chi anticipa ogni valutazione di merito, prima cioè che le funzioni regionali preposte ai pareri di competenza emettano i rispettivi giudizi. Una invasione di campo bell'e buona che quasi quasi fa rimpiangere le lazzaronate di Tondo e i maneggi del Direttore Centrale Giust, ma che, evidentemente, è il frutto di un ordine di scuderia, visto che in Regione non si muove foglia senza che la Serracchiani non voglia. Un si a tutto tondo, sebbene con le solite farisaiche condizioni e i soliti bla bla: “Crediamo che il progetto per un rigassificatore nell'area monfalconese possa essere un'opportunità importante, nel quadro di una strategia di pianificazione energetica che contemperi le esigenze di energia con quelle ambientali, occupazionali e di sviluppo”. Con la stessa competenza e cordoglio per il mancato rigassificatore di Zaule, il parere del sindacato: “nella consapevolezza però che si tratta di soluzioni dall'impatto parziale e molto limitato”
In compenso, non una parola sul fatto che il Piano Energetico è in alto mare, che non ce la faremo mai ad abbattere l'anidride carbonica, che la demenziale politica energetica nazionale ha prodotto un surplus di energia disponibile del tutto inammissibile, tanto da dover chiudere una centrale su quattro.
 Tralasciando le questioni di merito, di fronte a tanta spudoratezza abbiamo provato il voltastomaco che tempo addietro ci colse nel vedere il sindacalista portare la borsa ai dirigenti della centrale di Monfalcone andati all'Università di Udine per sollecitare l'uso del carbone. Con simili sensibilità è già tanto che non provvedano alla occupazione con una nuova fabbrica per la produzione di eternit... Speriamo, almeno, che la manifestazione di Roma li faccia rinsavire!

 Tibaldi Aldevis Comitato per la Vita del Friuli Rurale

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