giovedì 25 settembre 2014

Tendopoli richiedenti asilo sotto tiro, mentre la città inneggia alle diversità gastronomiche dei popoli.

Non ce la facciamo proprio ad avere  una visione complessa articolata sui fatti e non sui preconcetti?
La tendopoli di via Brass è uno dei peggiori esercizi di strumentalizzazione ideologica visti a Gorizia. Venerdì e sabato proteste annunciate,  mentre la città festeggia, mangiando e bevendo, la sua personalissima idea di frontiere.

di Martina Luciani

Ormai sulla questione Campo Francesco le posizioni sono manichee e basta,  si intersecano esclusivamente sulla base di reciproche accuse e con l'utilizzo di strumenti dialettici talmente abusati che non riesco nemmeno a capirli più.

Posto che in uno Stato di diritto tanto le azioni quanto le omissioni hanno conseguenze soppesabili, non ci resta che mettere in fila gli attori, le rispettive azioni e le omissioni ed etichettarle rispetto le specifiche norme di riferimento.
Fuori dalle azioni tecniche e di stretta logica amministrativa e giuridica, e mentre tra domani, venerdì 26, e sabato 27, sono annunciate manifestazioni e sit in di Forza Italia, Fratelli d'Italia, Lega Nord, Fiamma Tricolore con Forza Nuova e Movimento popolare degli italiani, penso che si debba rispondere a due quesiti fondamentali, tanto per spostare questa canea su un piano di civile e umana dialettica.
Molte persone all'interno delle Istituzioni sapevano del bivacco sulle rive del fiume Isonzo.
Il consigliere Franco Zotti l'aveva detto esplicitamente in consiglio provinciale, io l'ho sentito affermare da un consigliere comunale che evidentemente l'ha tenuto per sé da almeno un anno, viene dato per certo ( ed è logico che sia)  che fra Polizia e Corpo forestale ci sia stato scambio di informazione sulla presenza di una baraccopoli  lungo il fiume. Perché il bubbone è esploso solo adesso? Io lo vorrei sapere, vorrei che chi era informato abbia  il coraggio di dire perché è stato zitto e non ha fatto niente. Capiremmo, forse, alcuni aspetti che adesso sfuggono ma che sono necessari a fare chiarezza.
Nel dibattito accesissimo e veramente di basso livello di questi giorni, le forze politiche si esprimono senza alcuna cautela in ordine alle conseguenze delle loro zuffe sulla comunità dei cittadini che osservano e fanno guerriglia tra i social e le colonne a stampa.  
La solidarietà non ha bisogno di portavoce, si muove anche da sola. L'abbiamo vista all'opera, anonima, frettolosa e concreta. Quando però diventa bandierina da sventolare in faccia a chi non è d'accordo a me non piace più. Il malcontento, l'obiezione, la preoccupazione, il fastidio vanno accolti, considerati, assunti come elementi indispensabili di qualunque valutazione: questa è una responsabilità precisa di chi sta agendo in nome delle ragioni umanitarie e dell'emergenza. Non ascoltare è sbagliato: produce irrigidimento e contrapposizione. Ma qua, in questa storia, la verità sta un po' dove le pare, mai tutta da una parte sola, sminuzzata come i sassolini di Pollicino lungo sfuggenti prospettive, che pochi osservano cercando di vedere lontano. 
E poi c'è chi del malcontento, obiezione, preoccupazione etc, etc. fa uno strumento di aggressione e di ulteriore contrasto, ne usa per le proprie personali difese e passerelle mediatiche:  costoro devono assumersi un'altra  precisa responsabilità perchè contribuiscono  a rafforzare l'ostilità e le divisioni all'interno della comunità. Costoro aizzano e non aiutano: ennesima occasione persa per smetterla di usare il disagio e le problematiche dei cittadini, abbandonati a sé stessi prima, durante e dopo la vicenda tendopoli, per i propri disegni politici e le proprie esigenze di visibilità.
Cambiamo metodo e soprattutto guardiamo quel che succede nella piccola Gorizia con un occhio a quel che avviene nel mondo, perché le migrazioni in atto hanno ormai proporzioni bibliche, non si arresteranno e le loro conseguenze poco a poco metteranno in crisi non solo la Prefettura di Gorizia ma il concetto stesso di Nazione.

1 commento:

  1. Il fatto che un consigliere comunale sapesse e abbia taciuto è però molto grave. Un atteggiamento omertoso che ha impedito di risolvere il nodo in modo rapido ed efficace. Se così fosse è bene invitare questa persona a lasciare l incarico, a dimettersi, per lasciare il posto a chi crede veramente nelle responsabilità di cittadinanza.

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