lunedì 21 agosto 2017

Il comitato NoBiomasseGO scrive al sindaco di Gorizia Rodolfo Ziberna: le industrie insalubri tra i quartieri sono " #Goriziainnanzitutto"?

Questo il testo della lettera aperta, inviata al sindaco, alla stampa e alle organizzazioni politiche locali.

GORIZIA, 21 AGOSTO 2017
Egregio signor sindaco,
 
al termine dell’incontro di alcuni giorni fa con i rappresentanti del comitato NoBiomasseGO, in occasione del quale lei ha schierato politici e funzionari  che già nella precedente amministrazione si sono contrapposti a qualsiasi richiesta e ipotesi collaborativa con la cittadinanza, lei ci ha proposto di stilare un elenco di criticità del progetto industriale Three Shades of Green.

Abbiamo deciso di non consegnarglielo.
innanzitutto perché dovrebbe averlo già, e se non lei personalmente, perlomeno gli uffici di codesto Comune.  E poi perché siamo stufi di esporre problemi di carattere tecnico e legale: il modo per tutelarci, adempiendo al vostro dovere istituzionale e alle vostre responsabilità politiche e civili, lo dovete trovare voi, che stipendiamo con le nostre tasse proprio per questo scopo.
Non siamo, noi, pagati per svolgere questo non facile lavoro al servizio della collettività, che peraltro ci ha già tenuto occupati negli scorsi tre anni, al punto che potremmo pubblicare un fascicoletto intitolato “ Pubbliche amministrazioni contro cittadini. Storie di ordinaria resistenza civica”.

Detto questo, l’unica cosa che vogliamo inviarle per iscritto è questa che segue. Pensiamo siano considerazioni politiche, anche se il termine oggi è troppo spesso manipolato, e quindi ci attendiamo una risposta di analogo tenore.

Da anni il comitato descrive la volontà dei cittadini, esemplificata in alcuni slogan:
1 – no impianti industriali insalubri tra le case
2 – il profitto privato non può mai essere prevalente sui diritti incomprimibili e invendibili dei cittadini, così come individuati dalla nostra Costituzione e da essa tutelati
3 –Il paravento delle energie rinnovabili non rende “green” operazioni meramente imprenditoriali che si reggono economicamente solo sull’esistenza dei generosi incentivi statali pagati dai cittadini
4 – un impianto di trattamento rifiuti metallici non ferrosi è un’industria insalubre che deve stare fuori dal centro abitato e le centrali a biomassa hanno un impatto ambientale che va ad aggiungersi alle fonti di inquinamento già esistenti.

Il comitato è intervenuto, con sollecitazioni e richieste specifiche, in tutti i momenti cruciali dei diversi procedimenti autorizzativi, quando si potevano ancora bloccare gli iter con semplici atti di discrezionalità amministrativa e introdurre una seria valutazione degli interessi contrapposti.

I soggetti istituzionali interpellati e gli enti rappresentativi della cittadinanza ( Comune, Provincia, Regione, cioè enti elettivi) hanno risposto: si deve fare.
Impossibile discutere e rivedere progetti e collocazione degli stessi,  nemmeno se la Corte Costituzionale, ripresa dai Tribunali amministrativi, affermi che il diritto alla tutela e salvaguardia dell’ambiente e il diritto alla salute non sono sacrificabili per mere esigenze di bilancio e risparmio di spesa.

Chiediamo dunque: lei che, insieme alla sua maggioranza, ha vinto le elezioni sulla base di “ Goriziainnanzitutto”,  intende imporre ai cittadini le industrie insalubri autorizzate all’interno del centro abitato, tra popolosi quartieri cittadini?
Lei, e la sua maggioranza, ritenete che un’opposizione che dura da tre anni possa o no essere considerata espressione della volontà popolare, degna di essere tenuta nella dovuta considerazione?
Lei, insieme alla sua Giunta e agli apparati tecnici dell’amministrazione comunale,  escludete che il diritto alla salute, il diritto a vivere in un ambiente salubre, a risiedere in un contesto urbano tutelato, sicuro e magari pure bello, siano pretese previste dalla nostra Costituzione o pensate che in quanto tali debbano essere oggetto di tutela da parte dell’ente locale, anche e principalmente attraverso l’applicazione del principio di precauzione?


Si assuma, signor sindaco, l’onere non già di dispiegare motivazioni tecniche e acrobazie logico-giuridiche, ma di dire chiaro e tondo ai suoi concittadini, ai suoi amministrati, ai suoi elettori e a coloro che non l’hanno votata:  il triplice impianto industriale in città ve lo dovete tenere, respirare, guardare, ascoltare e temere, perché le vostre richieste non valgono nulla e il Comune non manterrà fede al patto di alleanza con la comunità.

La storia politica della città sarà così connotata dalla sottomissione dei cittadini al volere inappellabile che promana dall’accorto uso di norme e regolamenti e da strategie che serpeggiano tra accordi politici e atti amministrativi.

Noi ci riterremo liberi di prendere atto di quanto accade nella nostra città:  mettere le norme davanti e prima dei diritti, delle aspettative e dei bisogni delle persone,  anteporre la ricchezza e il potere di alcuni davanti alle richieste dei tanti, costringere i cittadini nella condizione di doversi difendere dal sistema, concepito invece per essere  al loro servizio e a loro difesa. E concluderemo che tutto ciò determina la disgregazione della democrazia rappresentativa e costituisce un atto di violenza e spregio da parte del potere costituito verso le persone.

Di questo chiediamo conto. Grazie
Per il comitato spontaneo di cittadini NoBiomasseGO
Martina Luciani - Gorizia
Stefano Cosolo - Gorizia
Fabio Curci - Gorizia
Oxana Leschuc - Gorizia
Salvatore Carbone - Gorizia
Giuseppe Daddato - Gorizia
Barbara Monterisi - Gorizia
Alessandra Moser - Gorizia
Franco Fior - Gorizia
Rolando Fabbi - Gorizia
Salvatore Baglieri - Gorizia
Alessio Pesenti - Gorizia
Yana Carbone Karpets
Ugo Ciliesa - Gorizia
Valter Cidin - Gorizia

1 commento:

Piazza Traunik ha detto...

Arrivano ulteriori firmatari.
Paola Martinuzzi
Francesca Menghini
Marco Benci
Federico Ivone
Alessandra Vuga