venerdì 10 febbraio 2017

Quanto incidono sulla salute di platani e ippocastani i lavori in Corso Italia ?






Esortazione a considerare gli alberi come esseri viventi e non semplicemente elementi di arredo urbano: un patrimonio da conservare e tutelare, anche quando si effettuano lavori invasivi senza preoccuparsi troppo delle conseguenze sugli apparati radicali. Quelli che tengono viva e in piedi una pianta.



di Giancarlo Stasi


Radice sf. Parte sotterranea della pianta, che la fissa al terreno, da cui assorbe l’acqua e i sali disciolti necessari alle funzioni fisiologiche. - …Per anal.: La parte del dente che affonda nella gengiva; (Dir – Dizionario italiano ragionato)

Mi chiedo molto spesso come mai la maggior parte delle persone dia molta importanza alle radici affondate nella gengiva e non si curi affatto delle radici di una pianta affondate nel terreno. Questo dubbio torna prepotentemente ad assillarmi ogni qual volta vedo effettuati lavori di scavo nei pressi di piante, soprattutto gli alberi.
Mi riferisco ai lavori che stanno avvenendo nel controviale di Corso Italia. Tolto l’asfalto ed i masselli di pietra che delimitano le aiuole, smaltito il primo ed addossati ai fusti degli alberi i secondi ( anche le cortecce subiscono le ingiurie dei colpi, proprio come il corpo umano), si procede con i lavori di scavo per sistemare una serie di nuovi servizi. Ad esempio nuovi pozzetti: per quale ragione scegliere di piazzarli a poca distanza dalle piante? Quali ragioni tecniche impediscono di collocarli a maggiore distanza dall’apparato radicale degli alberi?
I lavori sono effettuati adoperando attrezzature che, pur essendo di dimensioni e peso limitato, per necessità compiono numerosi spostamenti lungo l’asse, ulteriormente appesantiti dai materiali che trasportano e devono essere adoperati nei diversi punti del controviale: il risultato è un ulteriore compattamento del suolo, riducendo ulteriormente le possibilità di scambi gassosi e l'areazione delle radici ( anche loro hanno respirano, consumano ossigeno)

Questo per evidenziare che, oltre a danni diretti agli apparati radicali, che a volte sono inevitabili, si determina un ulteriore compattamento del terreno che naturalmente avrà negative influenze, sia sulla rigenerazione degli apparati radicali danneggiati, sullo sviluppo complessivo degli apparati radicali e sulla funzionalità(maggior difficoltà di respirazione radicale e di assorbimento degli elementi nutritivi)degli apparati radicali.
Ma non stiamo discutendo di radici gengivali! Allora perché darsene pena? Sono solo apparati radicali!
La tutela degli alberi è una questione economica certamente, esattamente come lo è il loro danneggiamento: basta pensare al costo della sostituzione. Ne hanno piena consapevolezza molte amministrazioni comunali. Ad esempio quella di Torino, che si è data un regolamento dei lavori pubblici nel quale si vieta che a ridosso delle alberature non si possa intervenire con macchinari: il divieto è collegato e rapportato alle dimensioni delle piante stesse.  Questo perché più una pianta è grande maggiore è lo sviluppo del suo apparto radicale. Quindi, se si vuole conservare il verde urbano rappresentato da imponenti alberi è necessario riservare loro cure particolari. Le grandi e piccole ingiurie che l’uomo attivamente produce nei confronti di questi organismi viventi li indeboliscono predisponendoli ad attacchi di parassiti che piano-piano determinano il loro declino e la loro morte.
Non interessa discutere della funzione estetica e paesaggistica?
Allora bisogna comunque ricordare che gli alberi svolgono una funzione di assorbimento e fissazione delle polveri e degli inquinanti, di mitigazione delle alte temperature estive (non per nulla molti che si lamentano della caduta delle foglie nel periodo autunnale parcheggerebbero la propria autovettura direttamente sul tronco degli alberi per sfruttare anche la più piccola porzione d’ombra che questi producono) e rappresentano quindi dal punto di vista ecosistemico una risorsa economica seppur non considerata nei bilanci comunali.
Cosa ci insegna una esperienza locale come quella di Viale XX Settembre.
Tutti i più vecchi esemplari di ippocastano sono giunti a morte o si sono dovuti abbattere. E questo perché interessati, a livello del colletto e della prima parte di apparato radicale, dall’invasione di funghi del genere Ganoderma che nutrendosi di lignina e cellulosa ne hanno determinato il decadimento funzionale. A ciò si sono aggiunti i danni derivati da capitozzature, ma la causa prima di tutto ciò è stata la posa di sottoservizi a ridosso del marciapiede, danneggiando con i lavori colletto e radici.
Non essendo completati i lavori in corso Italia non posso sapere se sono state previste delle azioni di mitigazione dei danni nei confronti delle alberature, elemento imprescindibile di quell’area del centro cittadino .
Esistono le possibilità tecniche per rimediare o quantomeno limitare la sofferenza delle piante: la rimozione della terra, in prossimità degli apparati radicali, con l’air spade (forti getti d’aria),l’ utilizzo degli structural soil (suoli strutturati) per ripristinare i livelli, l’apporto di sostante che limitino il compattamento e l’asfissia( miscelare al terreno preesistente adeguate quantità di elementi grossolani), l’ apporto di sostanza organica e di microrganismi per migliorare l’attività biologica del suolo.  Non proseguo, ma purtroppo sono certo, che al termine dei lavori, il mio dubbio sull’esistenza di una considerazione diversa delle radici delle piante riceverà un’unica risposta: non gliene importa niente a nessuno.

2 commenti:

Fabrizio Dalla Costa ha detto...

Perfettamente d'accordo con te. Fare i lavori con criterio nel lungo periodo è senz'altro più economico. Certamente l'affidamento dei lavori con la formula del massimo ribasso non giova all'esecuzione dei lavori a regola d'arte ne tantomeno alla salvaguardia degli alberi. Ma chi deve controllare e sopratutto c'è un minimo di consapevolezza di tutto ciò?

Marco Barone ha detto...

Esiste sempre il mitico piano b, nella città dove sorgerà la centrale a biomasse sostenuta anche da alcuni personaggi che si dicono essere di sinistra... più palme per tutti, come a Koper o Milano. Diranno che gli alberi sono irrecuperabili e la soluzione estetica nel noto clima tropicale di Gorizia... saranno le palme...